Il Convento di Sant'Andrea

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venerdì 1 luglio 2022

Cassonetti per i non residenti: a che servono?

"Francamente me ne infischio" così si intitolava uno spettacolo di Adriano Celentano andato in onda anni fa e questa frase calza a pennello se ha come oggetto del disinteresse la popolazione di qualunque luogo, città o paese. 

Parliamo della raccolta rifiuti.  A Roma abbiamo visto il totale menefreghismo della nuova giunta capitolina, seguendo le orme della precedente,  in merito alla stessa raccolta e le immagini che ci arrivano dal piccolo schermo sono sconcertanti, specie per una romana come me. Sacchetti che ormai occupano i marciapiedi, con gli inevitabili gabbiani e cinghiali che banchettano allegramente, e gli odori nauseabondi che pervadono l'aria, coprendo la brezza del ponentino.

Certo, i romani non hanno colpa, loro giustamente buttano l'immondizia ogni giorno per tenere casa pulita, ma è l'AMA che non fa il suo dovere. In quanto alle case pulite, i romani almeno su quello dormono sonni tranquilli, a differenza nostra che dobbiamo tenerci i rifiuti per una settimana, smaltendoli a seconda del calendario e tenendoci in casa o in giardino i secchi, non creando certamente un'igiene ottimale. A volte capita pure che, per la fretta, l'operatore ecologico addetto non svuoti completamente il mastello, lasciando qualcosa all'interno....e l'utente che fa? Deve riportare a casa secchio e avanzo dei rifiuti, i quali poi si accumulano con quelli della settimana seguente. 

In estate poi, vuoi purtroppo per gli abbandoni scellerati, vuoi perchè non ci sta una vera campagna di sterilizzazione, i secchi specie quelli che contengono rifiuti umidi, pur nei sacchetti, vengono " visitati " dagli animali, i quali certo non sono muniti di scopa e paletta per pulire ciò che resta del banchetto e tocca farlo a noi....

Tutto questo disagio però chi non risiede non lo soffre. Eh già perchè la geniale idea per tutelare la vita di chi passa pochi giorni qua oppure per comodità sua ha preferito mantenere la residenza altrove senza spostarla a Collevecchio,  prevede l'installazione di appositi cassonetti dei rifiuti, che solo chi non risiede al paese, munito di tessera magnetica può aprire.

Ci rendiamo conto? Chi ha scelto di essere collevecchiano residente ha la sfortuna di dovere fare " a botte" con la spazzatura, trovandosi ad avere a che fare con essa  in casa per giorni, e,  se ci sono   feste comandate,  il calendario della raccolta può subire modifiche allungando i tempi del ritiro ...a voi le conclusioni..

Io mi domando e dico: ma questi cassonetti che all'inizio furono installati al Belvedere Don Aldo Troscia di fronte alla caserma dei carabinieri e poi spostati nientemeno che al parcheggio del Comune, quanto sono costati? E poi considerando la presenza di case sparse per la campagna, sono gli unici presenti? Ossia ci si deve caricare i rifiuti in auto e portarli fino sotto le finestre del Comune? Chi non risiede fisicamente non penso che possa fare una mole di rifiuto tale da dover per forza usufruire di tali cassonetti, bastando un sacco o un secchio privato....e chi abita senza residenza dovrebbe avere lo stesso trattamento degli altri...i cittadini sono tutti uguali, tocca dire al governo che tra i tanti ius che vuole approvare ci dovrebbe essere lo ius civis che consente uguaglianza tra i cittadini di un determinato luogo.

In conclusione sarebbe opportuno rivedere la politica dello smaltimento rifiuti perchè se si critica la Capitale per i cassonetti e poi la si copia, almeno che tale servizio sia per tutti...



mercoledì 29 giugno 2022

Troppe situazioni attedono risposta....caro Comune la manna non arriva più!!!

Nell'antico testamento il popolo ebraico senza fare alcuno sforzo veniva sfamato con la manna che Dio mandava dal cielo, e nonostante tutto ebbe da ridire lo stesso. Ma nel nostro caso non interessano le discussioni teologiche bensi vedere in quell'episodio biblico una somiglianza con le situazioni che stiamo vivendo, situazioni che vedono il nulla protagonista della vita quotidiana, un continuo stand by che non trova alcun imput per sbloccarsi.

Ultimamente abbiamo saputo che il postamat è ancora in lista di attesa e che la nostra beneamata amministrazione " ha fatto di tutto ma ora non sa più che inventarsi". Che il collegamenti Cotral restano un'incognita al punto tale che è più facile noleggiare un somaro che prendere un pullman ad orari decenti. Che un pronto soccorso per le prime cure è impossibile averlo perchè non si possono avere presidi ravvicinati, e se ti serve, sempre se Dio ti dà una mano a sopravvivere, devi andare a Magliano. Ma tutto questo chissà perchè solo in provincia di Rieti perchè al di là del Tevere la provincia di Viterbo la pensa in modo diverso.

Insomma la lista dei problemi la conosciamo a memoria, potremmo farci pure una tesi di laurea su di essa, eppure leggendo sul web ogni giorno veniamo a conoscenza di altre iniziative che non toccano minimamente i confini del nostro paese. Ad esempio sono stati stanziati i fondi del PNRR per i borghi reatini ma mistero della fede ( o di chissà cosa) il nostro paese, Collevecchio non appare tra i fortunati che beneficeranno: ecco chi avrà gli oltre 10 milioni:

1) Paganico

2) Castel di Tora

3) Collalto

4) Labro

5) Rivodutri

6) Morro

7) Colli sul Velino.

8) Mompeo

9) Antrodoco

10) Montasola

11) Casperia

12) Roccantica

Non sono metropoli, alcuni hanno la nostra stessa densità abitativa se non minore....eppure...

Ma non solo, ci sta pure questa chicca: le chiese anche loro godono favoritismi, nonostante Nostro Signore abbia predicato l'uguaglianza tra tutti i cristiani.  A Casperia la chiesa di S. Maria in Legarano avrà un milione e 245 mila euro per i lavori di restauro post terremoto....e la nostra cattedrale, la bellissima collegiata dedicata alla SS Annunziata,  è abbandonata al punto tale che sulle finestre vicino al campanile si vede crescere l'erba.

Questa è l'ultima delle news di cui siamo venuti a conoscenza e dire di essere incavolati è poco. Ma possibile che nel raggio di pochi chilometri vediamo risolversi le peggiori situazioni, vediamo una popolazione con ogni sorta di servizi e qui si pensa a mandare in onda documentari sul passato per chiudere gli occhi sul presente e su un futuro che, di questo passo, non ci sarà proprio per il nostro amato paese??

Non si vive solo di ricordi, quelli semmai dovrebbero spronare a dare maggior impulso alla creatività e alle iniziative sociali, invece qui ci si serve del passato per far credere che tutto è rimasto come allora....

E no ...cara amministrazione la manna è caduta una volta sola dal cielo e non credo che lassù siano così propensi a rimandarcela....fare i parassiti ormai fa parte di un attuale, discutibile, costume sociale, ma non possiamo avvallare un tale comportamento solo per stanchezza, apatia e voglia di fare un tubo...

Animo perchè due anni passano presto...


 

sabato 25 giugno 2022

Se non abbiamo il centro prelievi è colpa della Asl

"Ditemi che non è vero" qualcuno potrebbe chiedere, ma purtroppo pare che sia così. Se le persone sono costrette ad andare fuori paese per un prelievo del sangue, quando potrebbero tranquillamente farlo qua, su appuntamento ovvio,  visti i locali chiusi che ci sono al centro storico, devono ringraziare nientemeno che la Asl di Rieti.

Durante la pandemia venne il medico della Asl  per fare determinate visite presso il locale Centro Anziani,  ma quando fu chiesto se ci poteva essere la possibilità di fare i prelievi del sangue la risposta è stata categorica: NO, CI STA MAGLIANO PER QUESTO SERVIZIO.

Ma ci rendiamo conto? Sembra che il nostro paese sia abitato da fantasmi per non essere servito come gli altri, ogni necessità deve trovare soluzione in altri comuni. Come se chi abita a Roma debba andare a Grottaferrata per fare un'analisi. Ovvio che il paragone è esagerato perchè comunque Roma è una metropoli e non ha di questi problemi, però pensandoci bene il nostro paese deve pagare le colpe della tirannia dello Stato Pontificio per essere castigato in questo modo.

Di questo passo oltre a spopolarsi definitivamente, perderà completamente la sua posizione geografica, nel senso che sarà dimenticato da tutti.

Allora tornando al discorso iniziale, se certe analisi del SSN debbano essere espletate a Magliano, si intensificassero i collegamenti Cotral con la cittadina, perchè non è pensabile assolutamente che chi sta male debba per forza salire in automobile e fare i 20 km che separano Collevecchio con Magliano, oppure chiedere di essere accompagnato da qualcuno, il che non è sempre facile perchè le persone hanno i loro impegni, a meno che non siano parenti stretti. O peggio ancora pagare la Croce Verde che per il servizio taxi chiede tariffe non proprio ragionevoli almeno non per tutte le tasche.

Magliano e Collevecchio sono mal collegati, si devono fare giri interminabili, con scambi assurdi...almeno così disse al telefono l'operatrice del Cotral. Per cui  se hai bisogno ti devi munire di ali se no t'arrangi. Complimenti!!!!😡😡 

In ogni caso la ASL ha compiuto un atto discriminatorio nei confronti delle persone, e in tempi come questi, la discriminazione non è vista di buon occhio.

Veramente in questo povero paese tocca rimboccarsi le maniche, altrimenti andrà a finire che ci priveranno pure dell'aria che respiriamo, perchè tanto siamo pochi e sarebbe uno spreco inutile..


 

giovedì 9 giugno 2022

Cara APS vuoi la guerra? E guerra sia

Quando tiri troppo la corda anche la più resistente prima o poi cede. Ed è quello che sta succedendo con la società di fornitura d'acqua, ossia Acqua Pubblica Sabina, che dovrebbe, dico " dovrebbe" gestire l'approvvigionamento idrico di Collevecchio e zone limitrofe, ma in realtà sono più le volte che i rubinetti stanno a secco che quelle in cui l'acqua è veramente usata. L'estate è la stagione peggiore perchè a dire della società, ci sta più gente al paese e il consumo è maggiore. 

A parte che tutta questa presenza non si vede, a meno che non si faccia riferimento a qualche fantasma monello che si diverte ad annaffiare in modo sconsiderato o a farsi il bagnetto più volte al giorno, poi sono giustificazioni che non reggono, che non stanno in piedi. Ma che razza di società sei se non puoi garantire a tutti di usufruire del servizio pubblico? Non sei gratis, ti fai pagare e ad alcuni sono arrivate bollette da capogiro nei mesi passati e con quelle entrate cosa ci fai? Dovresti usarle per ammodernare le tubazioni, creare nuovi allacci insomma mettere in campo tutte le moderne strutture esistenti per offrire il massimo del servizio. Invece d'estate non si fa altro che penare, all'improvviso manca l'acqua e se disgraziatamente hai in funzione o una lavatrice o una lavastoviglie sei destinato o a chiamare il tecnico o alle peggiore delle ipotesi ad acquistare un elettrodomestico nuovo, quando in realtà si dovrebbe dare adito a denunce per risarcimento danni. 

Perchè il più delle volte queste interruzioni sono dovute a lavori di manutenzione, troppi in realtà,  che non vengono preventivamente comunicati, attraverso affissioni sui muri del paese o sui cancelli delle abitazioni ma solo tramite il sito web del Comune o della società stessa, senza pensare che non tutti hanno tempo per stare su internet.

Inoltre ci sta il solito emulo di Osho con le sue perle di saggezza che propone come alternativa l'installazione dei cassoni, per non restare senz'acqua,  come se tutti avessero cantine o magazzini idonei per metterli. E tra l'altro tale installazione  non è una spesa da poco..

Certo, bisogna giustificare l'ingiustificabile anzichè lottare per un cambiamento, ormai sappiamo come funziona. D'altra parte questa idea dei cassoni mi fa molto sorridere perchè se lo volete sapere, nel palazzo dove abitavo a Roma per moltissimi anni ci sono stati, praticamente da quando sono nata, poi sono stati considerati antigienici dall'ACEA che ha poi provveduto ad installare l'acqua diretta.

Capite? I cassoni! Un ricettacolo di germi e batteri in un momento come questo dove siamo appena usciti, seppur con i piedi di piombo, da una pandemia, e si favorisce questa soluzione anzichè pretendere che la APS " faccia il suo dovere per il quale è pagata profumatamente"!!! Pazzesco!

In sostanza la gente è stufa, al telefono, quando si vuole far presente il disagio dell'assenza di acqua,  non vengono date risposte esaurienti dall'operatore, capace solo di aprire segnalazioni e basta, poi se vuoi sapere qualcosa di più devi affidarti al buon Dio perchè l'incapacità comunicativa di chi sta al telefono è il top dell'assurdo.

Ci sono le associazioni dei consumatori che, almeno loro speriamo, dovrebbero venire incontro alle problematiche dei cittadini, e ad una di queste è stata inviata una mail per chiedere supporto contro questa gestione assurda della società idrica.

Ci auguriamo presto di ricevere risposta, del resto se una delle parti non vuole venire incontro all'altra, tocca usare, nostro malgrado, le maniere forti...il fine giustifica i mezzi con buona pace di Machiavelli..


venerdì 13 maggio 2022

La nuova piccionaia del Comune ...la gente non ci sta

Riceviamo la segnalazione di alcuni cittadini per lo più commercianti, in merito alla richiesta avanzata da tempo dello  spostamento degli uffici comunali da via Cappuccini al centro storico, precisamente dove fino a poco mesi fa ci stava il centro di fisioterapia, i cui locali sono di proprietà comunale.

E' risaputo che i cittadini sono sempre quelli che pagano e difatti ora, dal 2016, anno del sisma, stanno pagando l'affitto per far restare gli uffici comunali presso un appartamento di un comprensorio di case, mai abitate tra l'altro per problemi inerenti alla struttura dei box troppo ripidi in via Cappuccini.

In tempi di crisi se si può risparmiare sarebbe meglio, soprattutto in momenti come questi dove lo spettro della guerra in Ucraina non lascia spazio a scenari di pace e di ripresa, con evidenti ripercussioni negative sulla nostra economia. E pure Collevecchio non è da meno, perchè sempre Italia si tratta.

" Ci siamo rivolti all'opposizione per chiedere di rendere operativo quanto prima questo trasferimento" ci dicono " e all'inizio doveva essere fattibile in tre mesi, però nel frattempo pare fosse arrivata  la domanda di subentro di un nuovo centro sanitario, e invece è rimasto tutto lettera morta!  Sono passati sei mesi e il centro è ancora disabitato col rischio che diventi " una piccionaia" ossia il tipico luogo abbandonato e destinato alla sporcizia".

Come il campo sportivo, la piscina, luoghi lasciati nel più completo abbandono.

Anche se a qualcuno potrebbe dare fastidio mettere in evidenza di continuo i problemi, non bisogna dimenticare che anni di silenzio possono causare l'aggravamento di situazioni che, se prese in tempo subito, ora non sarebbero a livelli disperati.

E ciò che importa è che i cittadini capiscano che nascondere i problemi non significa risolverli, e se se ne parla vuol dire che si ama il paese. 

Speriamo che pure questo problema dei locali comunali venga risolto, perchè è inconcepibile pagare quando esiste la possibilità di usufruire di spazi gratis.

Chiediamo risposte immediate a questa richiesta legittima delle persone.

Seguiremo in ogni caso  il tutto per tenervi aggiornati...e intanto grazie ai cittadini volenterosi che ci hanno chiesto spazio...noi siamo qui per ascoltare e nel limite del possibile tendere una mano..



venerdì 1 ottobre 2021

Campus diffuso ovvero lo specchietto per le allodole

 Ci risiamo. In autunno, stagione nota per il letargo, si sveglia il nostro amatissimo Comune per una notizia che, a suo dire, sarebbe una vera bomba: il Campus diffuso. Un'idea nata in accordo con la regione Lazio ma che della quale non si era sentito più parlare, invece ci risiamo di nuovo con le illusioni pret a porter, non tanto per noi abitanti, abituati ormai alle manie di grandezza  di chi ci governa, ma per coloro che, a detta dell'amministrazione comunale, dovrebbero ripopolare il nostro deserto dei Tartari, pardon Collevecchio.

A ben guardare come già dicemmo in altra sede, il progetto è ambiziosissimo se solo ci fossero i presupposti per crearlo, ovvero servizi e strutture, tutte chimere da parecchi anni a questa parte: secondo l'idea del Campidoglio collevecchiano, se il progetto di far affittare ai giovani universitari le case sfitte andrà in porto, allora automaticamente nasceranno come funghi o meglio come le lumache dopo la pioggia, tutti i servizi necessari per una vita tranquilla e sicura....già ma in caso contrario? Resteremo ancora ad aspettare la manna dal cielo? Cioè siano chiari fino in fondo: se ci sarà l'ok  da parte dei proprietari di casa e di conseguenza il paese vedrà arrivare orde di ragazzi dalla Capitale e dagli altri centri limitrofi, allora potremo avere il bancomat, negozi aperti, collegamenti continui con la stazione ecc. altrimenti, come si dice a Roma " attaccateve al tranve", cioè arrangiatevi?

Francamente tutto questo mi rende basita ma non mi meraviglio più di tanto, conoscendo la voglia di primeggiare insita in chi ha le redini di questo paese, sempre più a briglia sciolta. Mi rendo sempre più conto che sia necessario un bel reset nella mentalità delle persone, in modo che possano capire veramente quali siano le realtà del nostro paese e non si lascino abbindolare da illusioni create ad arte.

Non si può indossare il cappotto se sotto non abbiamo i vestiti, sarebbe un controsenso. Ed è quello che accade quando si vuole realizzare un progetto senza prima averlo rivestito di ciò che serve. Come ho sempre detto, un ragazzo per essere invogliato ha bisogno di stimoli e qui vediamo bene che non li ha. Però secondo quanto afferma l'amministrazione, se ci sarà il benestare dei proprietari delle case sfitte a locarle agli universitari, sarà giocoforza creare le strutture idonee per l'accoglienza.  Bah..un discorso che non ha un filo logico, almeno per me non so per voi.

In pratica per avere ciò che ci spetta di diritto dobbiamo affidarci alle decisioni di chi  è invitato ad aprire le porte della sua casa a persone non di qui.

Sappiamo bene quanto la gelosia atavica nei piccoli borghi abbia un  forte substrato, anche se il nostro paese è noto per la sua ospitalità, tuttavia una domanda viene da farsi: ma se in tutto questo tempo nessun proprietario di casa ha affittato, come mai dovrebbe farlo ora? Ci sta un buon margine di guadagno quindi...e a quanto ammonterà il canone di locazione, chi lo pagherà? 

Vedremo come andrà a finire questa storia sempre più una favola e difatti qualcuno sul manifesto, molto argutamente ha scritto i nomi di Pinocchio e della Fata Turchina tra i partecipanti...e secondo me ci ha visto giusto...


lunedì 6 settembre 2021

Tutto è compiuto....o forse no? Dipende da noi...

 Silenzio di tomba lungo il corso del paese...corso Umberto deserto, senza esseri umani in compenso è un via vai di automobili  peggio che sulla tangenziale est di Roma all'ora di punta. E così pure sulla piazza. Macchine, e non certo utilitarie ma di una certa consistenza, parcheggiate nei punti più disparati, persino a ridosso dei tavolini del bar, tutto insomma si riduce nella presenza di quattroruote ma non di bipedi umani. Dove sono le persone? Come si può creare un rapporto umano se per strada e nei vicoli non si vede nessuno, manco un sorcio che sbuca da un muro o da un tombino? 

Da due mesi sono vedova e non avendo avuto  figli e nessun parente in paese ma solo nella Capitale dove ci sono i cugini e le sorelle di mio marito, è giocoforza voler uscire per passare il tempo, ma a che pro? Negozi chiusi nessuno per strada e cosa fai? Vai al bar in piazza in attesa di vedere se viene qualcuno? Ma poi devi consumare, anche un caffè, una bibita e un caffè oggi e una bibita  domani alla fine del mese hai lasciato un patrimonio e magari non si è visto nessuno oppure gente che passava di corsa per andare o in farmacia o al centro di riabilitazione...perchè in paese non ci sta altro, a parte il tabaccaio, un'agenzia assicurativa, una parrucchiera e un novello negozio di vintage. Stop.

Per quanto riguarda il centro di riabilitazione tira un vento non proprio di bonaccia e manco il tanto amato ponentino romano, bensì un vero proprio tsunami. A breve il centro chiuderà i battenti, anche se sarcasticamente dicono che si trasferisce....giochi di parole stupidi perchè se si trasferisce va via da dove sta e non resta certo a Collevecchio.

Allora come diceva il compianto Antonio Lubrano, una domanda sorge spontanea:" Se tutto chiude le persone vivono di manna dal cielo?"  Che senso ha mantenere amministrativamente  un paese dove nulla esiste se non case e pure sparse nella campagna?

Se il comune non è in grado di tutelare i suoi abitanti non può continuare a spillare soldi a questi ultimi per il suo mantenimento. Mio marito diceva che se Collevecchio vuole risorgere deve diventare un municipio di Magliano, in modo che dalla Regione Lazio i soldi arrivino sicuri e possano essere ben distribuiti. Il sindaco di Magliano ha più risorse rispetto a quello di Collevecchio, " ha più voce in capitolo" e potrebbe gestire i problemi pure del nostro paese. Per le pratiche burocratiche rimarrebbero aperti gli attuali uffici esistenti, ma politicamente e amministrativamente è Magliano che ci governerebbe. 

Parliamoci chiaro: al comune di  Magliano ci sono le liste di partito non quelle civiche che lasciano il tempo che trovano, che non sono conosciute a livello regionale, anche perchè, pur essendo legate ad un'idea politica, purtuttavia non possono essere identificate come relative a questo o quel partito. Hanno nomi loro, che fanno capo principalmente a quello del paese con l'aggiunta di parole accattivanti come ad esempio Insieme con...Viviamo per....ecc. Ma stringi stringi non dicono alcunchè.

Se fossimo stati accorpati con il comune di Magliano, sicuramente ora il centro di fisioterapia non sarebbe prossimo a lasciarci, forse un centro prelievi ci sarebbe stato e altre necessità di cui ha bisogno il paese avrebbero trovato soluzione, come ad esempio il tanto sospirato postamat che apre ovunque tranne che da noi.

D'altra parte a capo di tutto però ci deve essere quello che oggi la politica nazionale invoca spesso, ossia un " cambio di passo", e nel nostro caso tale cambio riguarderebbe il nostro modo di pensare, di guardare in faccia la realtà. Siamo cittadini di un paese italiano non dell'isola che non c'è...Peter Pan non abita qua, ma in compenso abitano persone uguali a quelle che vivono a Roma, Milano, Frosinone e Zagarolo..

Siamo uomini o caporali? Totò ci ripete spesso questa domanda che dobbiamo fare assolutamente nostra e cercare di rispondere ad essa con sincerità.

Non dobbiamo scuotere le spalle quasi a voler dire che tutto è compiuto....al contrario dobbiamo far tornare il terremoto, ma questa volta non dovrà essere un sisma che distrugge bensì che tolga il velo e scopra un paese finalmente nuovo.

Dipende da noi....nessuno al di fuori di noi stessi è artefice del nostro futuro, nessuno può prendere le decisioni al nostro posto. Pensiamoci prima che sia troppo tardi.




mercoledì 30 settembre 2020

Collevecchio ai tempi del Covid 19

E' quasi un anno che l'Italia e il mondo intero stanno combattendo per uscire dalla pandemia del covid 19, le chiusure ci sono state con evidenti disagi per tutti, gli ospedali hanno subìto una prova estenuante di pazienza e di lavoro....e noi? Beh, tra i tanti problemi che ci affliggono relativi alla vita quotidiana, dobbiamo essere premiati per la nostra diligenza e responsabilità, non essendovi stato alcun caso di contagio dall'inizio della pandemia ad oggi. Certo la diligenza e la responsabilità hanno causato l'aumento della crisi economica, già presente per la chiusura di parecchie attività, molte iniziative sociali e parrocchiali sono state sospese, tutto è fermo ma non la volontà di ripresa. Ovviamente il nostro paese ha tante qualità, prima fra tutte l'aria salubre e incontaminata che ha sicuramente impedito al virus di trovare terreno, perchè io penso che una delle cause della diffusione del virus sia stato l'inquinamento altrimenti non si spiegherebbero i bonus monopattino messi a disposizione dal governo se non ci fossero problemi di questo tipo. In ogni caso il paese, pur nel suo silenzio che fa parte del modus vivendi dei piccoli borghi, cerca di rinascere come può. L'amministrazione vuole ripopolare il paese invogliando le persone, soprattutto studenti a prendere in affitto le case vuote. Ottima idea ma per far questo ovviamente si devono creare attività di ristoro, negozi di generi che servono, collegamenti con la stazione in concomitanza con gli orari dei treni, per permettere a chi fa tardi la sera a Roma di tornare tranquillamente a casa senza essere costretto a dormire sotto la pensilina della stazione perchè non ci sono i bus che lo portano in paese. E sei chilometri a piedi su una strada buia, senza marciapiede non mi pare sia una cosa ottimale. Ora pensiamo a stare attenti al virus, portiamo la mascherina, non facciamo assembramenti e il nostro piccolo paesino almeno avrà la soddisfazione di aver contribuito alla sconfitta di questa terribile malattia...e non è poco!


mercoledì 11 dicembre 2019

Ripopolare i piccoli centri ma come? Agevolazioni fiscali è il primo passo

Non passa giorno che in televisione  parlino di borghi sperduti nella Penisola, piccoli centri che nessuno conosce se non quando li vede per la prima volta sul piccolo schermo in occasione di servizi giornalistici di programmi tipo Buongiorno Regione, Agorà ecc. Vediamo la voglia di emergere a tutti i costi, per non morire e per evitare agonie assurde..Nascono cooperative agricole e artigiane, con pochi mezzi a disposizione ma con tanta caparbietà tra le persone. Successo assicurato se solo si pensa che le telecamere si sono mosse per riprendere i luoghi e farli conoscere a tutti gli italiani ( e non solo!).
Ebbene qui a Collevecchio dove il tempo pare sembra essersi fermato tutto questo non succede. Si aspetta sempre la manna dal cielo, si dà colpa a questo o a quello, al terremoto in primis, giustificazione ad hoc per non muovere come si dice a Roma " le chiappe".
Ovviamente per colmare questa pigrizia esistente tra la popolazione, dovuta ad anni di malcontento e di illusioni , occorre prendere la palla al balzo e cercare di correre ai ripari per evitare che di questo passo la gente faccia le valige e cambi luogo, lasciando case vuote e invendibili. Chi compra immobili in un posto dove tutto è caro, a cominciare da gas e acqua? Dove non esistono collegamenti che coprono gli orari dei treni  per Roma e si è costretti ad usare l'auto privata, con consumo di benzina e usura del mezzo?  Dove per comprare un chiodo devi fare minimo 10 km. per qualunque cosa devi uscire dal paese perchè non ci sta più un esercizio commerciale aperto e qui pochi sono sul filo del rasoio, dove il bancomat è diventato un ricordo? Andiamo! La realtà non si può mascherare, è davanti agli occhi in tutta la sua drammaticità e hai voglia a fare spettacoli e manifestazioni di Natale, Ferragosto, escursioni campestri che tra l'altro vedono sempre il pubblico del paese e mai gente " da fuori" perchè non si fa adeguata pubblicità! Bisogna far si che il paese cresca e che abbia servizi ad hoc per la popolazione , soprattutto incentivare l'acquisto delle case rimaste vuote e con il cartello " vendesi" appeso alle finestre da anni. Come? Semplice. Chi decide di acquistare una casa, oppure aprire un'attività in uno dei negozi chiusi del centro, per due anni ha le tariffe energetiche, la TARI e altro  a prezzi stracciati.
Inoltre potenziare i collegamenti da e per la stazione servirebbe a portare turismo e come si dice, da cosa nasce cosa....ci vuole poco, l'importante è non sedersi sugli allori...

mercoledì 4 dicembre 2019

Acqua a peso d'oro





A volte ci si domanda il perchè dello spopolamento dei piccoli centri italiani. I motivi possono essere tanti, come mancanza di lavoro, necessità familiari, ecc. ma come nel caso di Collevecchio, è la vita troppo cara dal punto di vista dei servizi come acqua e gas che spinge la gente a trasferirsi altrove. A Roma ad esempio, dove vivere è più tranquillo dal punto di vista economico anche se dal punto di vista sociale è meglio stare nei piccoli centri, vista la non proprio serenità quotidiana esistente nella Capitale. Ma pur di risparmiare meglio stare dove non si vorrebbe...
Del gas conosciamo l'entità del suo gravame nelle tasche dei cittadini del borgo sabino, e il disperato bisogno di servirsi di camini e stufe per scaldarsi per evitare di lasciare stipendio e pensione nelle casse della Univergas che gestisce il GPL di zona. Adesso si affaccia il problema dell'acqua, poichè il Comune, che prima controllava l'utenza idrica, ha dato in gestione tale controllo ad una società privata, l'APS (  Acqua Pubblica Sabina) la quale sta creando disagi e malcontento tra la popolazione, in primis tra coloro che nella zona di Sant'Anna, poco prima del bivio con la statale sabina,  usufruiscono di acqua color brodo per essere eleganti nel linguaggio, acqua non certo consona per le necessità personali, sia per bere che per lavare... Esistono infatti cisterne in quella zona del paese che andrebbero pulite e disinfettate, mentre se si va verso il centro le cose cambiano, l'acqua è pulita ed è diretta...per la serie: due pesi e due misure..
Inoltre esiste il problema del caro bolletta. Cifre da capogiro che arrivano a toccare e superare i 600 euro, come se la gente stesse mattina e sera dentro la vasca da bagno senza mai uscirne oppure annaffiasse ettari di terra manco vivesse nel Texas!
Ora il malessere è stato superato dalla rabbia, la gente si sente schiava di un modo di governare non certo vicino ai suoi bisogni e per questo prima o poi esploderà la bomba...nel senso che il Comune sarà messo di fronte alle sue responsabilità e dovrà dare molte spiegazioni in merito al disagio che sta creando la società dell'acqua. 
L'acqua che arriva al paese è la stessa di cui usufruiscono i romani, l'acquedotto è il Peschiera e a Poggio Mirteto, pochi chilometri da Collevecchio, si possono vedere le automobili di servizio dell'ACEA, l'azienda comunale che a Roma gestisce la luce e l'acqua. Quindi perchè a Roma si paga meno che qui? La gente è molto ma di molto superiore come numero lo sappiamo bene trattandosi di una metropoli e per giunta capitale d'Italia, e logicamente l'acqua che si usa a Roma è maggiore di molti mc rispetto a quella che possono usare 1600 abitanti. Però ricordo quando abitavo a Roma pagavo meno di 100 euro....e l'acqua la usavo forse più di qua....mistero..
In ogni caso al di là di ogni considerazione personale, un fatto è certo: di questo passo si contribuirà alla spopolamento totale del paese, con case che resteranno invendute perchè nessuno è così avventato da aquistare in un luogo dove il portafoglio è prosciugato in questo modo...andiamo avanti così e presto ce ne renderemo conto...

sabato 30 novembre 2019

Le parole lasciamole alla campagna elettorale...qui urgono i fatti!

Collevecchio ovvero un paese declassato a borgo dimenticato persino dalle cartine geografiche, non merita di finire nell'oblìo. Tutto manca, servizi essenziali come un centro prelievi, uno sportello bancario, negozi di prima necessità. Non basta il supermercato, occorrono altre cose, tipo un calzolaio, un ferramenta, un negozio di pezzi di ricambio idraulici, ecc. Tutti i paesi limitrofi hanno servizi funzionanti, la gente non è costretta a prendere ogni volta la macchina per andare a comprare un chiodo!  Non si pretende l'impossibile ma vediamo cosa manca a Collevecchio:
1) Collegamenti con la stazione per l'intero orario dei passaggi dei treni. E' assurdo che al mattino l'ultimo pullman passi alle 6,30 quando l'ultimo treno da e per Roma è previsto per le 9! Il nuovo transito è fissato addirittura per le 15,30...!Quanta gente arriva da Roma e non sa come fare per raggiungere il paese distante sei chilometri e in aperta campagna, e si deve raccomandare alla gentilezza di qualcuno che ha parcheggiato l'automobile sul piazzale della stazione per avere un passaggio. C'è chi dice che mettere più pullman costa troppo perchè viaggiano vuoti...non c'è peggior balla di questa! A Roma gli autobus notturni non sono zeppi come all'ora di punta, spesso e volentieri viaggiano vuoti, ma viaggiano...qualcuno c'è che ha bisogno!  I costi del Cotral sono coperti dall'intera regione quindi i pullman di cui Collevecchio ha bisogno sono pagati anche da chi abita a Roma, Frosinone, Latina ,  Viterbo e province annesse....
I collegamenti portano turisti, e di conseguenza lavoro per tutti...ma così?
2) Negozi.  Ovviamente l'iniziativa privata è personale ci mancherebbe altro, però il paese ha molti locali chiusi a seguito della crisi e del sisma del 2016 . Nulla di più consono per rivalutare il paese se non il concedere incentivi all'artigianato locale, che può fornire una produzione di ottimo livello, apertura di piccoli pub diurni con gastronomia semplice tipo taglieri di salumi, panini e primi piatti tipici sabini...i turisti amano questo genere di iniziative...Ma per fare ciò non basta che tutte queste attività siano conosciute in ambito locale, perchè come diceva una vecchia canzone " Io mammeta e tu" non giova all'economia....occorre che gente da fuori sia attratta. 
Ho saputo però che a molti collevecchiani non vada a genio che vengano troppi turisti da Roma, per chissà quale paura...capisco che viviamo in tempi in cui bisogna stare, come si dice, in campana su tutto, però se vogliamo crescere dobbiamo accettare anche ciò che temiamo e poi alla fine tutte queste paure si riveleranno un vero e proprio bluff...ciò che conta è il risultato...
Quindi occorre che il Comune si faccia coraggio e istituisca un ufficio stampa per contattare giornali, media  ecc. in occasione di eventi religiosi civili e folkloristici. Solo così si potrà superare l'impasse dell'immobilismo.
3) Biblioteca  L'archivio comunale è chiuso dall'agosto 2016. Li sono contenuti i documenti importanti e storici per la vita del paese. Tutto ciò che riguarda il passato sta lì, inaccessibile a tutti. Eppure riaprirlo da un'altra parte non vedo perchè no, anche per dar modo a chi ha la verve dello scrittore di mettere giù ricordi, aneddoti e fatti importanti al fine di creare libri turistici che darebbero lustro al territorio. Attualmente libri su Collevecchio non ce ne sono.
Infine la nota dolente. La mancanza di un ATM postale si fa sentire, in quanto gran parte della popolazione di Collevecchio possiede libretti a risparmio e conti correnti postali. Ora, dopo la chiusura della filiale Unicredit,   a gennaio si avrà pure la disinstallazione dello sportello bancomat di conseguenza chi necessita di contante negli orari fuori da quelli di ufficio deve prendere la macchina e recarsi ai paesi vicini, tipo Stimigliano. Per cui urge l'apertura di un ATM postale almeno per chi ha i conti presso le Poste, per gli altri ...pazienza! Del resto tutto questo fa parte di un contesto di degrado in cui sta versando il nostro paese....Non dimentichiamo che il turista ha necessità di poter prelevare presso un bancomat e qui si troverebbe a disagio...altro motivo per bloccare il turismo!
La mia domanda alla fine di tutto questo non poco edificante quadro è la seguente: senza offesa ma chi amministra il Comune di Collevecchio è un fantasma oppure ha bisogno di un buon paio di occhiali dal momento che a tutt'oggi nulla si è visto di concreto per il benessere della gente? Sembra che solo in occasione di feste, ricorrenze civili o religiose appaia la figura del Comune nella persona di chi lo rappresenta. Nulla contro la persona di costui, un serio professionista, ma come a Roma la Raggi è contestata come sindaco pur essendo sicuramente un ottimo avvocato, a maggior ragione qui è la stessa cosa...si può essere bravi sul lavoro ma non per dirigere un luogo grande o piccolo che sia....è la logica delle cose, del resto in campagna elettorale i bla bla emergono in tutta la loro forza, ebbene facciamo si che questa forza sia applicata pure ai casi concreti...


martedì 11 giugno 2019

Se chiude il bancomat chiude pure il paese. Il governo aiuti i piccoli borghi

Inutile dire che i servizi in qualunque luogo piccolo o grande sono importanti e danno la misura dell'accoglienza e della vivibilità sia per i cittadini che per i turisti.
A proposito di turisti, in questo periodo Collevecchio si riempie di visitatori soprattutto stranieri, svizzeri e olandesi che amano fare lunghe passeggiate ed escursioni in ogni angolo della campagna, visitando monumenti e  punti d'arte, ma come tutti alla fine hanno necessità di usufruire di strutture e comodità che fanno parte della vita sociale. Come il bancomat. Eppure pare che sia a rischio chiusura, dopo che la filiale Unicredit non effettua più servizi di cassa, e l'ufficio postale presente è sprovvisto del'ATM . Il sindaco appena riconfermato, si sta dando da fare per scongiurare l'ennesimo disagio alla popolazione, composta per lo più di anziani, ma trattandosi di aziende private l'ultima parola spetta a loro.
Quello che mi preme sottolineare e invito peraltro il governo a prenderne atto, è che i piccoli borghi di cui l'Italia è piena per continuare a vivere, hanno bisogno di essere incentivati attraverso iniziative volte a permettere alle persone che cercano posti immersi nel verde e nella natura di poterci abitare senza problemi. Ad esempio, parlando di Collevecchio, chi sceglie di vivere qui, acquistando una casa, per due anni ha tariffe ridotte di luce, TARI e gpl, può usufruire di agevolazioni senza oneri contributivi, un pò come è stato deliberato per i paesi che tendono a spopolarsi in Calabria. Ultimamente il governo ha inviato contributi per la provincia di Rieti e nell'attesa che altri ne arrivino, occorre sensibilizzare l'opinione pubblica sulla drammatica carenza dei servizi ai residenti...oggi è la banca domani che sarà? Non possiamo vedere sgretolarsi un paese ricco di storia come il nostro solo perchè occorre rimboccarsi le maniche, protestare creando comitati di cittadini volenterosi che uniti dall'amore per il territorio, decidano una volta per tutte di dire basta...prendere esempio dall'Onorevole Angelina non sarebbe male...

domenica 9 giugno 2019

La piscina dei desideri


Al via dopo il dissequestro della struttura il bando per l'assegnazione della gestione, che, come si evince dalla delibera comunale, è stato prorogato fino al 19 giugno. Ciò che ci interessa sottolineare però  sono altre questioni, legate soprattutto ad un fattore logistico e di costi. Mantenere una piscina non è una passeggiata: personale specializzato, attento alla sicurezza e alla pulizia, costo dei tendoni invernali e disinfestazione, insomma una serie di problemi che sarebbero interamente a carico della persona che si aggiudicherebbe la gestione. 
A parte questo, non è stato considerato un altro punto importante, ossia il riscaldamento dell'acqua, che dovrebbe essere effettuato attraverso il GPL, non il metano, gas non presente al paese, per cui, conoscendo gli alti costi del prodotto, non so se l'uso per riscaldare la piscina sarà conveniente. L'acqua delle piscine del Coni al Foro Italico a Roma sono riscaldate col gas metano,  non ci sono altri modi per riscaldare l'acqua, per cui credo che a questo punto, senza fare l'uccello del malaugurio,  bisognerebbe rivalutare il tutto...poi come si dice: ognuno fa quel che meglio crede, però temo che presto tutto questo darà vita ad una nuova " cattedrale nel deserto"...spero solo di sbagliarmi e me lo auguro vivamente..

venerdì 7 giugno 2019

Si parte.....inizia l'avventura

Il 26 maggio scorso ci sono state oltre alle elezioni europee, anche quelle per il rinnovo del consiglio comunale di Collevecchio. I risultati sono stati a favore della Lista Agorà " capitanata" dal dott. Federico Vittori, che è stato dunque riconfermato primo cittadino con oltre 500 preferenze. Ovviamente un sentito in bocca al lupo a lui e a tutta la giunta, con la speranza che i tanti nodi che ancora stringono il paese siano sciolti, e un augurio di un proficuo lavoro anche ai consiglieri dell'opposizione della lista Siamo Collevecchio.
Il 12 giugno alle 17,30 ci sarà presso il teatro comunale la prima seduta pubblica, e per pubblica si intende che tutti i cittadini sono invitati. Libertà è partecipazione, cantava il mitico Giorgio Gaber, ed essere liberi significa poter essere prima di tutto coautori del benessere collettivo. Una buona occasione quindi per iniziare a lavorare sul serio per un paese che merita il meglio.

In allegria si vince.. Primo torneo di scopone a Collevecchio

 Quando una piazza diventa il luogo per creare armonia e voglia di stare insieme si crea un piccolo paradiso. È quello che è successo oggi p...