Difficilmente possiamo trovare due paesi geograficamente lontani ma cosi vicini dal punto di vista culturale come l'Italia e la Romania. Entrambe sono unite da storie condivise dal punto di vista della lingua neolatina ma soprattutto dalle vicende storiche che vedono Roma presente nella vita di questo popolo martoriato da guerre intestine ma sempre vincitore morale dallo sguardo altero.
Il nome stesso "Romania" deriva dal latino Romanus. Questa nazione è l'erede dell'antica Dacia, conquistata dall'Imperatore Traiano tra il 101 e il 106 d.C. I Romani vi portarono la loro lingua, la loro cultura e le loro infrastrutture (strade, fortezze e acquedotti), lasciando un'impronta indelebile nel territorio.
Nei secoli fino all'era moderna la Romania è stata al centro di dispute politiche sfociate poi nella dittatura di Nicole Ceausescu che governò fino al 1989 quando fu condannato a morte assieme alla moglie Elena.
In Italia la comunità romena è la più numerosa e a Collevecchio la sua presenza è stata sempre benvoluta creando uno scambio culturale che nel tempo si è consolidato creando una simbiosi veramente molto forte.
Per festeggiare questa amicizia nel nostro paese, il 4 e il 5 luglio presso i giardini comunali si sono svolti festeggiamenti, a cura dell'associazione italo rumena, all'insegna della tradizione tra le due nazioni, dalla gastronomia tipica di entrambi alla musica e al folclore. Una vera festa che nella semplicità ha dato l'esempio di come sia possibile vivere senza pregiudizi e nella consapevolezza che ognuno può dare all'altro ricchezze e valori oltre il tempo. Bancarelle coi prodotti rumeni, monili, borse con i colori blu giallo e rosso spiccavano nella piazzola dei giardini mentre i canti italiani e rumeni portavano la gioia di sentirsi famiglia.
I giardinetti si sono riempiti e tra i tavoli sfrecciavano i camerieri, i nostri ragazzi per intenderci, pronti a servire e ad esaudire i desideri di tutti.
La musica e i ritmi ballati dai ballerini in costume rumeno hanno coinvolto tutti coloro che volevano essere partecipi di questa bellissima condivisione familiare. Insomma Collevecchio è stato il palcoscenico di una significativa unione tra due popoli possiamo dire " cugini".
Abbiamo incontrato Ionela Tirla una degli organizzatori al settimo cielo per la riuscita della festa." Sono commossa" ci ha detto" per la vicinanza del popolo italiano verso le nostre tradizioni e soprattutto per la voglia di conoscerci che nasce da una integrazione sempre più profonda. Collevecchio è un paese meraviglioso e ci rende orgogliosi di essere una comunità molto presente".
Ciò che conta è essere uniti, ognuno col suo bagaglio di vita è il portatore di consigli, di valori imprescindibili verso l'altro..
Solo cosi si può parlare di civiltà e di crescita sociale.
Alla prossima festa dragi prieteni ovvero cari amici..






