Il filosofo Platone aveva una sua teoria secondo la quale ognuno di noi può elaborare i pensieri cercandoli nell'universo e questa teoria si chiamava "Mondo iperuranio" o delle idee che vivono nello spazio e nel tempo aspettando di essere catturate.
Un modo originale per dire: non siamo a corto di idee semplicemente non le cerchiamo e non le facciamo nostre.
Nella nostra vita quotidiana vediamo atteggiamenti statici che non chiedono altro che mantenere le cose così come stanno perché non ci si sente pronti ad essere protagonisti ma solo spettatori in un teatro sempre più silenzioso.
Collevecchio è il nostro palcoscenico del quale dobbiamo allestire la scenografia per la cui realizzazione servono appunto le idee.
E le idee non nascono da sole, ma attraverso l'impegno di tutti si sviluppano in progetti concreti però per far questo è importante scrollare dalla mente ogni sentimento di ostilità reciproca partendo dal presupposto che nessuno di noi è migliore o peggiore dell'altro perché non siamo fotocopie ma persone distinte e valide nelle loro differenze di pensiero.
La ricerca di una evoluzione nasce e vive solo se ci si rende conto che l'unione fa la forza allontanando i conflitti personali ma cercando ognuno di aiutare l'altro a capire e a migliorare.
In fondo Platone non è poi andato lontano comprendendo che avere una idea da condividere significa amare il mondo in cui si vive.
Collevecchio vuole aprire il sipario presentando uno spettacolo unico del quale solo noi siamo i registi.






