Il Convento di Sant'Andrea

venerdì 15 maggio 2026

Collevecchio e la trappola di Tucidide

 Si sente molto parlare in questi giorni della "trappola di Tucidide" una teoria bellica elaborata dallo storico greco in occasione della guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta dove quest 'ultima temeva la potenza emergente della rivale e diede origine al conflitto.

Qualcuno si chiederà cosa c' entri il nostro paese con questa espressione suggestiva eppure se guardiamo il nostro quotidiano possiamo rilevare questo principio. Premetto che fare politica in un paese come il nostro è un po' come scavare in una roccia di granito molto dura, che non cede perché esiste sempre il sospetto che si voglia scavalcare portando avanti critiche e giudizi.

I problemi ci sono non possiamo mettere la testa sotto la sabbia anche perché non abbiamo il mare ma solo il Tevere, ma il modo come si affrontano danno il senso della fatica, dove si annaspa tra mille congetture scaricando colpe e inefficienze come se ci si sentisse eredi di Mastro Titta pronti ad abbattere la scure.

I grattacapi non sono semplici da risolvere, tutti abbiamo diritto di esprimere il proprio pensiero, opposizione e maggioranza hanno il compito di portare avanti idee e suggerimenti in quanto rappresentanti della popolazione che li ha eletti e ad essa devono rispondere cercando di evitare il conflitto ma, come sta chiedendo del resto in questi giorni il governo italiano all'opposizione, trovando una via per unire le forze. Solo così qualcosa si potrebbe ottenere.

Cadere nella trappola di Tucidide è un attimo : se vogliamo che Collevecchio esca fuori dal coma in cui purtroppo si trova non bisogna che i due schieramenti sguaino le spade al contrario trovare un confronto perché le idee tutti possiamo averle e tutti hanno il diritto di esporle. I cittadini non vogliono altro. 


martedì 12 maggio 2026

Un addio, un rimpianto per un protagonista del nostro paese. Ciao Vanni

Oggi la nostra comunità ha salutato un suo cittadino la cui semplicità lo ha reso speciale e amato da tutti. Vanni Placidi.

Chi scrive ha un ricordo bellissimo di questa persona, la cui finezza ed educazione hanno lasciato il segno. Prima della malattia arrivava in piazza con la sua Ape verde che trasportava la sua inseparabile cagnolina Stella. Arrivavano portando una vampata di festa e di cordialità in una piazza spesso silenziosa, e Vanni si intratteneva coi presenti parlando dei più svariati argomenti.

Con lui si parlava di tutto davanti ad un cappuccino o un caffè e l'atmosfera diventava simile a quella che si respira in tanti bar dove l'argomento del giorno era condiviso da tutti con i più svariati pensieri e tante opinioni.

Vanni era attento, e osservando il suo sguardo pareva che volesse capire i nostri pensieri più nascosti. Di me aveva grande simpatia e quando lo vedevo lo accoglievo con un bel " Buongiorno sig. Vanni che mi racconta?" . Si parlava di tutto passando dalle vicende nazionali a quelle più vicine a noi che riguardavano il nostro paese. E la cagnetta Stella sull'Ape aspettava le carezze e le coccole.

Ma la vita purtroppo nasconde insidie e trappole. Vanni si è ammalato seriamente, e non veniva più con l'Ape e con Stella ma prima in macchina guidata da lui poi col tempo accompagnato dalla consorte Luigia, una signora dolcissima e molto attenta nei suoi confronti.

Ci siamo visti una ventina di giorni fa in piazza seduti al tavolino del bar ma non era più il Vanni di sempre, qualcosa ormai stava cambiando e oggi l'epilogo che non avrebbe dovuto esserci.

Le esequie sono state un tributo di affetto. La piccola chiesa della Madonna del Rifugio era stracolma e pure fuori era un oceano di persone.

Si percepiva il dolore, lo sconforto di tutti noi abituati a vederlo in piazza,  ci rendevamo conto del vuoto e in tanti volti, compreso quello di chi scrive, le lacrime scendevano silenziose ma che gridavano: " Vanni sei qui, il paese ti abbraccia".

Ho pensato alla sua cagnolina, alla dolce Stella che era il suo vanto e di cui andava orgoglioso. Come tutti gli animali essa ha una sensibilità particolare e nel suo cuore ci sarà posto per il suo " papà" umano.

Ciao Vanni hai dato tanto senza accorgetene, ti sentivi una persona come tante, ma eri una parte migliore della piazza che ora sarà ancora più vuota.


 

  

domenica 26 aprile 2026

La primavera a Collevecchio ha il sapore dell'allegria

 La bella stagione ormai è arrivata e a Collevecchio sì respira la voglia di stare insieme per passare una giornata diversa e assistere a tutto ciò che può far vita a momenti unici.

Tutto questo è reso possibile grazie alla nostra instancabile Pro loco e alla sua presidente Angela Ruggeri che ancora una volta ha saputo regalare una giornata indimenticabile.

"Sono sempre più convinta" ci ha ribadito la presidente Ruggeri "che il nostro territorio debba sempre essere all'altezza di ogni aspettativa e noi come Pro loco non ci stancheremo mai di valorizzarlo".

Ma il programma su cosa verteva?

Innanzitutto presso la sala Rademarker è stata allestita una mostra storico fotografica a cura dell'architetto Gianluca Di Mario che ha ripercorso le varie tappe storiche della vita di Collevecchio attraverso curiosità e aspetti inediti del territorio oltre ad un corredo imponente di foto.

Proseguendo un tipico esempio di tradizione contadina delle nostre zone è quello dello spaventapasseri e lungo via Roma hanno sfilato assieme alle bimbe in costume primaverile gli spaventapasseri creati da gruppi  di persone creative per il concorso che avrebbe visto come vincitore quello creato dal gruppo di Casa Cantoniera lo spaventapasseri dal nome Marco Pancio.

Abbiamo parlato con il presidente del gruppo vincitore che tra le altre cose si occupa di portare avanti la musica tradizionale dei nostri territori, il Sig. Michele Ruzzi che ha sottolineato l'importanza di continuare una cultura dal sapore popolare che riscopra i ricordi del passato proiettandoli nel presente.

Gli sbandieratori di Calvi dell'Umbria hanno inscenato coreografie da sogno nei giardinetti comunali rubando l'attenzione dei presenti..

Menu tipico della stagione tra cui una stupenda pasta con carciofi e asparagi e nel pomeriggio l'immancabile pizza fritta. 

Lo staff della Pro loco instancabile per offrire a tutti il meglio della giornata e il mercatino immancabile hanno coronato di festa una bellissima giornata di sole. 

Questa è la nostra terra, il nostro orgoglio che non può trovare altro che simpatia e sorrisi da chi ha fatto della semplicità la propria ragione di vita. 



lunedì 20 aprile 2026

Ciak a Collevecchio tra frati in incognito e misteri.

 Inutile dire che  Collevecchio si presta alla grande come  palcoscenico per trame senza tempo dove protagonisti sono i cittadini nelle vesti singolari di  investigatori del passato e di frati in incognito. Ieri  a teatro è stato presentato un bellissimo film Rebus a Collevecchio e che ha tenuto incollati allo schermo tutti i presenti in sala. Molti cittadini non sono potuti entrare, il teatro era pieno... Collevecchio e anche questo!! 

Il regista Alberto Agostini non si è risparmiato nello descrivere le scene più mozzafiato che spaziavano dalla ricerca di un malloppo dimenticato nel tempo ma che due ragazzi avevano deciso di ritrovare avendolo da bambini trovato dietro un campo di calcio fino al mistero di un frate singolare.

Ovviamente la trama non sarà svelata perché non tutti hanno avuto il piacere di poter ammirare il lavoro che sarà ripresentato non appena possibile.

Un fatto è certo : il nostro paese si presta come sfondo alle trame che si ricollegano agli angoli più significativi  di Collevecchio ed è giusto approfittare del mezzo cinematografico per dare voce alle storie più suggestive che lo descrivono in modo speciale.

Vale la pena vederlo! 


lunedì 13 aprile 2026

Social e violenza. Un male dei nostri tempi

 Ormai la cronaca ogni giorno presenta un quadro a dir poco allucinante sulla violenza ai danni di animali (il caso della micia romana Rosy seguita persino dalla politica è un esempio), anziani, donne, disabili e persino bambini. Non si contano più alcuni casi presentano contorni macabri e impensabili per la ferocia con la quale sono eseguiti, e i programmi di approfondimento trattano questi temi ogni giorno.

Ebbene molti di questi atti sono compiuti da minori con aggressioni paurose anche verso chi vorrebbe avviare un dialogo o ricordare le regole della buona convivenza. Un padre è stato ucciso da ragazzi davanti al figlio di 11 anni solo per un diverbio su comportamenti adottati. Un autista di ambulanze è sotto inchiesta per presunti omicidi nei confronti di anziani malati. Insomma ormai si è perso il conto ma un dato è certo : nella maggioranza dei casi gli atti di violenza che riguardano soprattutto ragazze come vittime vengono immortalati dai cellulari per ottenere likes nei gruppi social di giovani senza vergogna.

Perché il gruppo social dedicato a questo genere di argomenti sta diventando l'unico punto di riferimento per una generazione che non trova nella famiglia lo spunto necessario per crescere e creare un mondo a misura di civiltà.

I giovani trovano nel bullismo la realizzazione della propria personalità e sfogano la loro ribellione sociale anche verso coetanei che hanno scelto altre strade per realizzarsi. La famiglia ha perso i punti che aveva un tempo diventando un mondo estraneo e mal sopportato dai ragazzi anche minorenni, viceversa i social sono diventati parenti acquisiti nella vita giovanile. Nulla si fa senza prendere a riferimento quel gruppo o chat che invita ad essere protagonisti di una vita che non è vita ma un gioco al massacro. 

Dobbiamo renderci conto che la società dominata ormai dell'intelligenza artificiale non ammette deroghe agli stereotipi quasi  sempre negativi favorendo uno sbandamento mentale che non può essere sottovalutato.

Bisogna dare spazio non all'amore per la forza ma alla forza dell'amore e questo spetta a tutti noi. Solo così non sarà distrutto quel poco di buon senso che vale la pena di essere salvato 


martedì 3 marzo 2026

Collevecchio e Università Roma tre :parte la sfida per rilanciare il territorio

 Quando il territorio diventa la rampa di lancio per creare una collaborazione fattiva tra le persone ecco che all'orizzonte nasce una nuova prospettiva di sviluppo.

È quanto in sintesi è emerso dall'incontro tenutosi presso il Teatro di Collevecchio avente ad oggetto i risultati ottenuti dallo studio effettuato dal Dipartimento di Studi umanistici dell'Università Roma tre diretto a valorizzare il sito di Grappignano ossia un castello medievale di rilevante importanza purtroppo caduto nel silenzio e di conseguenza attirare l'attenzione su tutto ciò che porterebbe a dare nuova vita all'intera zona.

Il nostro Comune nelle persone del Sindaco Dott. Federico Vittori e del Consigliere dott. Massimo Iacobini ha dato il proprio appoggio incondizionato. 

Il progetto CAPP ( Collevecchio Archaeological Participatory Project) ha dunque l'obiettivo di riscoprire ogni angolo nascosto del territorio e di offrire un volto nuovo alla storia sepolta dal tempo. 

Ovviamente, come è stato ribadito durante l'incontro, è importante il ruolo della cittadinanza chiamata a mettersi in gioco per collaborare a tutte le iniziative che saranno messe in campo con laboratori e attività partecipate. Il 30 novembre 2024 in piazza Vittorio Emanuele II i cittadini attraverso i loro ricordi e  racconti hanno offerto l'immagine di un paese che trabocca di storia millenaria e in seguito il materiale raccolto dall'università Roma tre è stato presentato presso la sala Rademarker mettendo in risalto così una ampia panoramica a 360° di ogni particolare riguardante il territorio. 

Ciò che conta alla base di questa interessante ricerca è la presenza delle persone perché solo attraverso lo scambio di idee e di suggerimenti è possibile creare un futuro sicuro sotto ogni punto di vista. 

Parte la sfida. Collevecchio ai nastri di partenza inizia l'avventura verso un nuovo domani 



mercoledì 11 febbraio 2026

Magna Istria. Il ricordo, le sensazioni e la voglia di andare avanti

 Il 10 febbraio è una data che ci riporta in un passato che si vorrebbe dimenticare tuttavia è essenziale ricordarlo per plasmare un futuro senza timori.

Le foibe Istriane ancora oggi dal 2004, quando fu deciso che andavano ricordate affinché le nuove generazioni conoscessero gli orrori di un olocausto italiano, segnano il confine tra riscatto e oppressione causata dalla ferocia delle truppe del Maresciallo Tito contro coloro che non erano fuggiti dalla penisola istriana. Dopo l'ultimo conflitto mondiale, l'Italia cedette l'istria alla Jugoslavia, portando circa 400 mila persone a dire addio alla propria casa e ai propri ricordi. La voglia tuttavia di mantenere intatta la propria identità storica e personale è rimasta in coloro che sono sopravvissuti  e nel film documentario diretto da Cristina Mantis "Magna Istria" è identificato in una ragazza dei nostri giorni nipote di esuli alla ricerca di una antica ricetta di cucina della nonna.

Presso il locale messo a disposizione dal bar Sanzibar in via San Valentino, presente la regista, è stato proiettato il film che mostra paesaggi di campagna istriana e cucine di famiglie dove i piatti della tradizione locale si alternano ai ricordi mai sopiti. 

Il racconto di base è quello di far conoscere alla ragazza che rappresenta i giovani dei nostri tempi storie di sofferenza mai dimenticate e nel contempo presentare una immagine di serenità interiore tipica di chi vuole superare il dolore senza cancellarlo. I piatti tradizionali sono dunque il ponte tra il passato e il presente che conduce ad un nuovo futuro. 

Dimenticare le foibe vuol dire non rispettare l'identità di chi ha vissuto ogni tipo di violenza: donne anche giovanissime stuprate e uccise in modo barbaro, uomini massacrati e gettati in fosse, tutto perché erano italiani. Nostri connazionali che meritano un ricordo, una riflessione per una umanità nuova senza confini. 


Collevecchio e la trappola di Tucidide

  Si sente molto parlare in questi giorni della "trappola di Tucidide" una teoria bellica elaborata dallo storico greco in occasio...