Il Convento di Sant'Andrea

venerdì 26 dicembre 2025

100 anni e non sentirli

 Nei nostri paesi non è raro incontrare persone che arrivano a 100 anni sempre col sorriso e con la voglia di essere protagonisti della vita quotidiana.

Sarà l'aria buona, l'assenza di stress che ormai è il simbolo delle nostre città e soprattutto la genuinità dei nostri prodotti a rendere possibile traguardi così importanti.

Oggi giorno di Santo Stefano la nostra comunità ha festeggiato un personaggio importante che ha raggiunto la bellissima tappa dei cento anni. Il nostro Quinto è l'esempio vivente di come il connubio tra la salute fisica si sposa anche con quella mentale.

Sempre sereno lo si può incontrare in piazza assieme alla sua governante la signora Rosy che lo tratta come un nonno da coccolare.

Presso la sala Rademarker ai giardinetti una bellissima festa presenti parecchi cittadini, il sindaco Dott. Vittori e i membri dell'opposizione i consiglieri Mattei e Stella.

Spumante dolci e infine l'immancabile torta un po' speciale visti gli anni da festeggiare.

La sottoscritta ha salutato Quinto a nome dei presenti con un piccolo discorso al microfono sottolineando l'importanza di queste persone che sono il tesoro della nostra comunità.

Fare dunque il possibile per dare ai nostri paesi il volto della solidarietà mettendo al primo posto chi ha vissuto le esperienze più significative della vita attraverso il tempo e la storia che danno il sapore della continuità di tradizioni che non hanno confini. 


domenica 16 novembre 2025

L'olio un bene prezioso alleato della nostra vita

 Da sempre, dagli albori della storia l'olio è sempre stato presente nella vita di ciascuno di noi.

Del resto la sua presenza in cucina è fondamentale per dare ai nostri piatti quel sapore particolare che nessun altro ingrediente è in grado di dare. 

La Sabina è considerata la terra per eccellenza dell'ulivo e per questo bisogna ora più che mai salvaguardare questo patrimonio naturale. È quanto è emerso durante l'incontro tenutosi ai giardinetti di Collevecchio nell'ambito dell'annuale " Festa dell'olio" alla presenza del Sindaco Dott. Federico Vittori, il consigliere Prof. Vanni Resta e dell'agronomo prof. Luigi Tomassetti.

Molte domande dei presenti vertevano sulla tenuta del raccolto che, come quest 'anno, non ha avuto un soddisfacente risultato colpa del clima anomalo.

Una interessante spiegazione ha avuto ad oggetto la "mosca dell' olio" una delle cause che generano un raccolto pessimo, e l'uso di speciali trappole ai ferormoni per bloccare l'attività.

In ogni caso a differenza di ciò che si possa pensare, l'olio non fa ingrassare anzi, come ha precisato il prof. Tomassetti, è un vero toccasana per la cura di malattie legate al metabolismo e al colesterolo. Certo, come in ogni situazione non bisogna abusarne.

L'olio della nostra terra è visto come una eccellenza particolare, vuoi per l'esperienza degli agricoltori e per il terreno ottimale.

In questi ultimi periodi per quanto riguarda il commercio del prodotto dobbiamo stare molto attenti ai prezzi : più sono bassi e più non sono indice di genuinità. Sopratutto non importare dalla Tunisia e Algeria in quanto il loro olio contiene pesticidi che noi esportiamo ma che rischiamo che tornino indietro.

Ci sono terreni abbandonati che tuttavia producono olio con evidente stupore di chi passa la vita a curare le proprie piante e magari raccoglie poco.. In ogni caso mai abbandonare ogni forma di attenzione anche se si tratta di ulivi " senza padrone". In fondo sono anch'essi il tesoro dei nostri terreni.

Il sindaco alla fine dell'incontro che ha toccato varie tematiche di coltivazione, ha posto in rilievo la storia, attraverso i tempi, dell'olio selvatico e la sua coltivazione in Italia attraverso gli Etruschi dopo Grecia e Spagna.

Il prof.Vanni Resta ha sottolineato l'importanza degli abbinamenti coi cibi rimarcando la tipicità dell'olio sabino rispetto agli altri.

Un pranzo all'aperto, visto la giornata buona, ha concluso la festa allietata dalle musiche degli Organetti in festa.

Queste sono le nostre bellezze che tutti dovrebbero scoprire. E l'olio non è certo secondo a nessuno. 


sabato 15 novembre 2025

Essere donna proiettata nel futuro

 Il mondo femminile oggi è sempre più al centro dell'attenzione per fatti di cronaca legati al femminicidio, una piaga che sta prendendo sempre più forma nella società dove i social imperano a volte in modo negativo.

Tuttavia il carattere delle donne non si è mai piegato ad alcun compromesso anzi grazie alle tante donne della storia il mondo ha potuto sperimentare cosa voglia dire essere se stesse.

Nelle grandi città le donne, le ragazze più attive trovano spazio in varie attività soprattutto nel volontariato e dal punto di vista lavorativo hanno modo di far valere le proprie capacità. 

Nei paesi vi sono dei limiti oggettivi legati per lo più alla carenza di strutture ma ciò non toglie che la donna possa dare il meglio di sé. 

Presso il Convivio vegetariano a Collevecchio ha avuto luogo grazie all'interessamento del prof Pietro Abati e della regista Cristina Mantis la proiezione di un docufilm dedicato alle donne e alle loro esperienze di vita senza tralasciare un occhio all'universo dei ragazzi che si affacciano al mondo sentimentale con le sfaccettature legate all'età e infine alla tematica della violenza e alle sue ripercussioni nella vita sociale esposte da un professore esperto nel settore. 

L'esperienza di Lilli Rademarker a fianco del marito il regista Fons attraverso la loro attività cinematografica che ha avuto grande spessore dal punto di vista psicologico è stata una ennesima prova di come il nostro paese sia la culla di personalità di tutto rispetto. 

Le nuove generazioni hanno un esempio da seguire con Lucia Maggio una diciottenne con l'entusiasmo che identifica la caparbietà di farsi avanti in un mondo difficile da affrontare. Studentessa in psicologia, Lucia ha mostrato nell'intervista di amare il proprio paese, Collevecchio, facendosi riprendere mentre passeggia tra i vicoli e il corso. Il suo desiderio nascosto è la recitazione e desidera poter frequentare i corsi per potersi perfezionare. 

Non potevano mancare i ragazzi delle scuole. Il cortometraggio Maskiacci e femminucce ha messo in luce gli aspetti più nascosti dell'adolescenza legati soprattutto ai primi momenti di simpatia tra ragazzi e ragazze. 

Infine il prof Jannini ha esposto i pericoli di una pornografia sempre più dilagante che è alla base delle violenze sessuali e la necessità di combatterla partendo dalla scuola e dalla famiglia. 

Le donne non finiranno mai di stupire ma assieme agli uomini sapranno dare vita ad una società migliore sotto ogni punto di vista. Ce lo auguriamo vivamente. 



sabato 18 ottobre 2025

Collevecchio fulcro della storia rinascimentale

 Quando pensiamo al rinascimento italiano la mente vaga nei meandri della storia e gli elementi chiave ce ne sono tanti. Ma non tutti sanno che anche nei piccoli paesi quasi sconosciuti esistono pilastri di storia che vanno assolutamente menzionati.

Collevecchio è uno di questi luoghi a 50 km da Roma situato nella bassa Sabina nella ben nota Valle del Tevere.

Un paese che vanta un legame molto solido col Papato di cui fu presidio tributario, dove il famoso boia di Roma Mastro Titta ovvero Giovan Battista Bugatti ebbe i suoi momenti diciamo di gloria "professionale".

Girando per il paese si respira ancora l'aria di un tempo e ogni muro, sasso, lapide ricorda quel passato.

Come una lapide sul muro della piazza Vittorio Emanuele II sta ad indicare i momenti floridi di un'epoca importante per la storia dello Stato Pontificio.

Venire a Collevecchio significa immergersi in un altro mondo fatto di storia e amore per la propria terra..

Non sono emozioni da poco 



lunedì 29 settembre 2025

Asilo Nido Gianni Rodari: il primo scalino della vita per bambini protagonisti

Chi l'avrebbe mai detto che il nuovo asilo nido di Collevecchio sarebbe stato intitolato allo scrittore e poeta per bambini Gianni Rodari? Eppure è cosi e oggi 29 settembre c'è stata l'inaugurazione alla presenza del Sindaco dott. Federico Vittori,  del parroco Don Ruben che ha impartito la benedizione, di alcuni consiglieri, associazioni del territorio come la Protezione Civile e la Pro loco,  cittadini, ma soprattutto di genitori coi loro bimbi, che subito hanno preso familiarità con la struttura creata apposta per loro. 

Ma chi era Gianni Rodari?  Uno scrittore italiano morto nel 1980 che si dedicò principalmene alla letteratura per bambini e ragazzi, con filastrocche e poesie che risaltano la loro figura in tutti gli aspetti, creando nelle nuove generazioni da essi rappresentate uno stimolo a crescere nella socialità e nel rispetto reciproco.

Per la sua opera suggestiva ricevette nel 1970, unico scrittore per bambini il premio Hans Christian Andresen. 

Durante la cerimonia inaugurale il Sindaco ha ribadito lo sforzo e l'impegno di tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo pilastro per l'educazione dei piccoli, che saranno seguiti da insegnanti ed educatrici preparate. Dopo il pensiero rivolto alla sciagura di Poggio Sommavilla, il dott. Vittori prima del taglio del nastro ha puntualizzato la necessità di contribuire al superamento dello spopolamento con una attenzione sempre crescente verso le necessità collettive, che partono proprio dalla prima infanzia." i bambini devono essere protagonisti del futuro, a loro deve essere dedicata la massima attenzione fin dai primi anni e in strutture come questa troveranno il modo per creare rapporti coi coetanei  senza subire il distacco dalle famiglie" .

Il tema della pace è stato il filo conduttore della cerimonia, in un momento attuale molto critico per la storia del mondo e i bimbi sono visti come costruttori di pace. 

La consigliera prof. ssa Martina Nied ha illustrato l'opera di Rodari  e la sua importanza per la formazione dei piccoli citando ad esempio la filastrocca " il treno dei bambini" raffigurato sui muri esterni dell'asilo, che indica il loro viaggio  verso la vita.  mentre l'assessore Massimo Iacobini ha letto una lettera di Paola Rodari, figlia dello scrittore con la quale ha ringraziato per l'aver dedicato  la struttura al padre.

Don Ruben ha raccontato la sua infanzia nell'asilo nido in Messico, rivolgendo un pensiero alle sue educatrici, impartendo poi la sua benedizione.

Insomma un pomeriggio dove ognuno di noi ha potuto assaporare il ricordo della propria infanzia, mentre i bimbi giocavano allegri negli spazi dell'asilo.

Un buffet molto vario ha chiuso l'incontro ma per i bambini è l'inizio di una esperienza che serberanno nel cuore per tutta la vita. Perchè l' essere protagonisti del futuro  nasce tutti i giorni vivendo il presente  senza ostacoli mentali ma prendendosi per mano e camminare insieme lungo il sentiero del domani


domenica 21 settembre 2025

Incontro con Gabriella Filippi Basile, giornalista e scrittrice senza frontiere


Collevecchio ha tante risorse ma di sicuro non tutte sono conosciute, soprattutto se riguardano il mondo della cultura e della carta stampata, e riuscire a scovarle rende il paese un posto da guinnes dei primati.

Gabriella Filippi vedova del giornalista parlamentare Enrico Basile è la perla nascosta che affascina col suo sorriso chiunque ha l'onore di interloquire con lei.

Nonostante la veneranda età di 98 anni ancora offre una verve non indifferente  e incontrarla per una chiacchierata suscita interesse misto a piacere. Perchè la simpatia è soprattutto il suo biglietto da visita. Ci sediamo all'aperto al bar della piazza di Collevecchio.

" Dott.ssa Filippi lei è nata a Roma dove tutt'ora vive per sei mesi l'anno pur essendo originaria di Collevecchio. Cosa ama del suo paese?"

Lo sguardo della signora si vela di malinconia quando ci indica il palazzo Filippi in fase di restauro : " Ricordo che da ragazzina amavo andare in altalena sotto lo sguardo di mio padre Guido ed è uno dei pochi ricordi che tengo nel cuore, legati a questo palazzo. Collevecchio mette pace nel cuore e non posso staccarmi da esso pur amando la mia città natale, Roma."

" L'approccio con il mondo del giornalismo le ha dato tantissime soddisfazioni. Dove ha prestato la sua collaborazione?"

Un sorriso dolcissimo si stampa sul viso della signora mentre  ci mostra due suoi biglietti da visita. Restare stupiti è il minimo: direttrice del New York Times e dell'Harald Tribune, due testate internazionali che l'hanno vista dare il meglio di sè senza tregua e con successo.

Assieme al marito Enrico Basile ha saputo offrire una immagine di giornalismo senza frontiere, come pure da scrittrice. Cinque libri della casa editrice Morlacchi molto fluidi nella lettura, e che si richiamano ai viaggi compiuti: Risacca, Girotondo sugli oceani,  La terza faccia della medaglia, Zampilli epistolari dagli oceani.

E' fuori discussione la voglia sempre presente di offrire una propria immagine sempre viva e attuale. Le abbiamo chiesto cosa pensa del mondo di oggi,  dei giovani e della politica." Se devo essere sincera la situazione attuale mi spaventa, mi ricorda molto l'epoca brutta dell'ultimo conflitto, quando si respirava aria di incertezza poi improvvisamente è accaduto quello che sappiamo. I giovani li vedo molto attenti e preparati sicuramente sanno molte più cose di noi alla loro età. La politica non la vedo molto attenta, indipendentemente dall'idea di ciascuno di noi, tuttavia manca il polso in certe situazioni, mi dà l'impressione che viva nel caos."

Il nostro incontro volge al termine in una piazza piena di gente che si gode gli ultimi scampoli d'estate.

La dottoressa Filippi rimane incantata a guardare il panorama che si affaccia dal belvedere, una natura incontaminata che pare ricambiare il suo sguardo. Sorride dolcemente e mi abbraccia e in quell'abbraccio si rivela l'autenticità della sua persona. Quasi un secolo di vita che non nasconde l'intensità del suo carattere. Questi sono i tesori di Collevecchio.

 

 

 

 

 

lunedì 8 settembre 2025

Grazia Deledda a Collevecchio attraverso gli occhi del cuore

 Collevecchio e Grazia Deledda: la poetica trova una sua collocazione con questo binomio che vede l'opera letteraria della scrittrice sarda approdare nel nostro paese.

Ma tutto questo è stato reso possibile grazie al progetto portato avanti dalla Regione Sardegna con la collaborazione dell'Unione italiana dei  Ciechi e degli Ipovedenti che da anni sta attraversando la Penisola per far conoscere lo spirito letterario della scrittrice Premio Nobel per la letteratura.

Un metodo singolare adottato per la diffusione delle opere della scrittrice è l'esalettura. Di che si tratta? Esso nasce nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dal conferimento del Premio Nobel e gli 80 anni dalla morte di Grazia Deledda, e intende rendere disponibile in un sistema appunto di esalettura l’Opera della scrittrice premio Nobel.

L’esalettura significa che le novelle saranno disponibili nelle seguenti estensioni: formato rilegato a stampa, formato scaricabile su supporti mobili, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, formato su file audio, formato in braille, formato in video con sistema LIS: libro, ebook, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, audiolibro, libro in braille e videolibro.  Insomma una novità nel panorama culturale veramente singolare.

Presso il Teatro del Combattente, dopo la presentazione dell'assessore Massimo Iacobini,  è stato possibile ricreare il mondo della scrittrice sarda grazie anche alla collaborazione logistica della nostra  Pro Loco ma soprattutto per l'ottima lettura di alcune novelle tratte dalla raccolta " il dono di Natale", anno 1930, che a fine evento è stata distribuita tra i presenti. Testo  in braille per chi non ha il dono della vista come  Ada un'ex impiegata del nostro comune che ora lavora presso la Corte di Cassazione la quale ha letto due novelle " L'anellino d'argento" e " La casa della luna".

Cosa significa leggere in braille? Significa metterci il cuore in ogni riga del testo, sentire dentro di sè la profondità del contenuto. 

L'unione italiana Ciechi e Ipovedenti ha realizzato dunque un lavoro eccellente soprattutto per la novità dell'evento stesso che ancora una volta mostra come si possa essere protagonisti pur non possedendo qualità comuni a tutti e relative al proprio stato fisico.

I presenti hanno potuto constatare un nuovo modo di approdare alla conoscenza delle opere che hanno lasciato il segno negli anni e che saranno destinate a proseguire il cammino tra tutti coloro che si avvicineranno ad esse. Per una cultura senza tempo.




 

 

 

100 anni e non sentirli

 Nei nostri paesi non è raro incontrare persone che arrivano a 100 anni sempre col sorriso e con la voglia di essere protagonisti della vita...