Da sempre, dagli albori della storia l'olio è sempre stato presente nella vita di ciascuno di noi.
Del resto la sua presenza in cucina è fondamentale per dare ai nostri piatti quel sapore particolare che nessun altro ingrediente è in grado di dare.
La Sabina è considerata la terra per eccellenza dell'ulivo e per questo bisogna ora più che mai salvaguardare questo patrimonio naturale. È quanto è emerso durante l'incontro tenutosi ai giardinetti di Collevecchio nell'ambito dell'annuale " Festa dell'olio" alla presenza del Sindaco Dott. Federico Vittori, il consigliere Prof. Vanni Resta e dell'agronomo prof. Luigi Tomassetti.
Molte domande dei presenti vertevano sulla tenuta del raccolto che, come quest 'anno, non ha avuto un soddisfacente risultato colpa del clima anomalo.
Una interessante spiegazione ha avuto ad oggetto la "mosca dell' olio" una delle cause che generano un raccolto pessimo, e l'uso di speciali trappole ai ferormoni per bloccare l'attività.
In ogni caso a differenza di ciò che si possa pensare, l'olio non fa ingrassare anzi, come ha precisato il prof. Tomassetti, è un vero toccasana per la cura di malattie legate al metabolismo e al colesterolo. Certo, come in ogni situazione non bisogna abusarne.
L'olio della nostra terra è visto come una eccellenza particolare, vuoi per l'esperienza degli agricoltori e per il terreno ottimale.
In questi ultimi periodi per quanto riguarda il commercio del prodotto dobbiamo stare molto attenti ai prezzi : più sono bassi e più non sono indice di genuinità. Sopratutto non importare dalla Tunisia e Algeria in quanto il loro olio contiene pesticidi che noi esportiamo ma che rischiamo che tornino indietro.
Ci sono terreni abbandonati che tuttavia producono olio con evidente stupore di chi passa la vita a curare le proprie piante e magari raccoglie poco.. In ogni caso mai abbandonare ogni forma di attenzione anche se si tratta di ulivi " senza padrone". In fondo sono anch'essi il tesoro dei nostri terreni.
Il sindaco alla fine dell'incontro che ha toccato varie tematiche di coltivazione, ha posto in rilievo la storia, attraverso i tempi, dell'olio selvatico e la sua coltivazione in Italia attraverso gli Etruschi dopo Grecia e Spagna.
Il prof.Vanni Resta ha sottolineato l'importanza degli abbinamenti coi cibi rimarcando la tipicità dell'olio sabino rispetto agli altri.
Un pranzo all'aperto, visto la giornata buona, ha concluso la festa allietata dalle musiche degli Organetti in festa.
Queste sono le nostre bellezze che tutti dovrebbero scoprire. E l'olio non è certo secondo a nessuno.

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