Si dice che quando un'opera, un progetto rimangono lettera morta vengono chiamati cattedrali nel deserto. E noi oltre alla nostra bellissima Cattedrale dedicata alla SS. Annunziata, ancora in attesa di restauro post terremoto, ne abbiamo altre, come il gruppo di appartamenti situati in via Cappuccini in un complesso di edifici rossi mai occupati, se non ora uno di essi dal Comune, per via delle rampe dei garage troppo ripide, la palestra non più riattivata, con la scusa ulteriore del Covid, e lo stesso campetto sportivo, per non parlare della discarica ormai un fantasma che aleggia nei nostri ricordi. Infine la piscina, un vanto mai sfruttato come si deve. Nel 2019 ci fu un bando per l'assegnazione della struttura, ma a quanto pare, secondo voci di corridoio, non si è fatto più nulla a causa dei costi troppo elevati della manutenzione e tra l'altro tutti a carico del gestore assegnatario. Per non parlare del problema del riscaldamento dell'acqua, un problema non da poco a causa della presenza del GPL. E la piscina sta li ormai deposito di immondizia e regno di topi in pompa magna...
Del problema della piscina abbiamo già parlato diffusamente in questo blog ( https://vocecollevecchio.blogspot.com/2019/06/la-piscina-dei-desideri.html ) in ogni caso è bene ogni tanto fare il punto della situazione, una situazione grottesca perchè nessuno sa dire niente, nessuno è in grado di dare informazioni. Come sempre.
E' incredibile come in una piccola realtà come la nostra si debba assistere agli stessi stereotipi presenti nelle metropoli, dove la burocrazia fa da padrona assoluta.
C'è da dire che una delle caratteristiche peculiari del nostro paese è la tendenza allo strombazzamento, ai proclami di sicuro effetto che portano la cittadinanza a battere prima le mani per la soddisfazione e poi la testa al muro per la rabbia. In fondo quando la sfortuna impera non ci sta nulla da fare, e il nostro paese fa concorrenza a Paperino in quanto a cattiva sorte, anzi a ben guardare lo supera.
Del resto per amministrare qualunque luogo occorre prima di tutto amarlo e sentirlo nel cuore, soprattutto se è piccolo come il nostro. Un sindaco di una grande città può essere originario di altri posti e non avere quel trasporto affettivo che dovrebbe caratterizzare invece chi è nato o cresciuto nel luogo che è chiamato a gestire.
In ogni caso Collevecchio ha un punto a suo favore, ossia il suo tessuto storico e culturale che lo rende forte contro le avversità.
I cittadini devono imparare a prendere coscienza della realtà in cui vivono, non basta sedersi in piazza ai tavolini del bar a rimuginare e brontolare, alle voci devono seguire le azioni.
" Ma cosa possiamo fare, noi non siamo in grado"...è questo il succo del discorso che aleggia tra coloro ai quali viene chiesto di fare qualcosa. Non serve avere la laurea in scienze politiche, occorre solo una cosa: pensare al nostro futuro, e con questo pensiero cominciare ad organizzarsi insieme, capire come poter stendere una lista di temi che sono basilari per la nostra quotidianità, e chiedere il perchè di tante opere iniziate e mai terminate a cominciare dalla scuola media. Chi è preposto all'amministrazione non può negare risposta. Sta a noi capire se ci sono le basi per la realizzazione di quei programmi in sospeso oppure ancora una volta siamo di fronte alla classica frittata ormai bruciata per le troppe volte in cui è stata rigirata..
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