Il Convento di Sant'Andrea

martedì 5 luglio 2022

Univergas: un impianto che non dovrebbe stare in un centro abitato....eppure...

Che i paradossi siano la caratteristica tipica di noi italiani è ormai un fatto risaputo da tutti, anche dai sassi dei viottoli nascosti, tuttavia ci sono situazioni che facilmente si possono gestire e altre che appaiono come l'emblema del " Non è vero ma ci credo!"

Il caso dell'impianto Univergas a Collevecchio dovrebbe essere analizzato e non sottovalutato come invece accade. Molti non pensano alla sua pericolosità, perchè scongiuri a parte e preghiere al cielo, non è mai successo il disastro, però è bene a questo punto soffermarsi a valutare se non sia il caso di chiedere alla società di spostarlo fuori dal centro abitato e lontano dalla scuola.

Infatti esso è situato su via Sant'Angelo a ridosso delle ville e della scuola e francamente tale collocazione non è idonea per la protezione e sicurezza delle persone: ovviamente siamo certi che si useranno tutte le precauzioni del caso, ma....è proprio il caso a volte a giocare scherzi terribili e le nostre cronache sono spesso piene di notizie  legate a scoppi di impianti.

Basta un mozzicone di sigaretta non spento bene o portato dal vento, soprattutto in fase di scarico del combustibile e ....meglio non pensarci. Perchè salterebbe tutto il paese!

Vorrei capire a questo punto una cosa: l'impianto quando fu costruito non aveva attorno a sè abitazioni? E se le stesse sono venute dopo chi è stato quel fenomeno di intelligenza che ha concesso i permessi  per costruire? Se proprio si voleva edificare, si doveva prendere in considerazione lo spostamento dell'impianto in zone aperte. Qualcosa non quadra...😕

Sarebbe opportuno prendere in esame la possibilità di rivolgere un appello tramite petizione alla società al fine di studiare un'alternativa fattibile per tutelare la vita cittadina.

Tre anni fa a Roma zona Centocelle fu chiuso un impianto Eni perchè arrecava seri danni ad un campo rom presente....ho detto tutto. E qui si lascia tranquillamente una struttura pericolosa come quella della Univergas a ridosso di abitazioni e una scuola....compreso il Comune! Mah....dire di non avere parole è un eufemismo di cui non possiamo non tenere conto.

Un fatto è certo: oltre a subire l'imposizione del GPL in un'epoca dove in televisione abbondano spot sui vari gestori del metano, che fanno a gara nel presentare le loro promozioni, dobbiamo pure convivere con la paura di saltare in aria! Finora è vero nulla è accaduto e preghiamo i Santi protettori del nostro paese che tutto continui così...però approfittare dell'aiuto del cielo penso che a nessuno convenga...


 

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