Stavolta non scriverò un articolo sui problemi irrisolti e ignorati del nostro bel paese, ma voglio soffermarmi su quello che per me è il connotato principale di una popolazione, ossia il coraggio di affrontare ogni tipo di problema, senza timore di vedersi il dito puntato addosso e senza sopportare ogni sorta di critica, tipo " Sei pesante, lamentoso, non ti sta bene nulla...ma cambia paese, torna da dove sei venuto" e chicche di questo genere.
Io ne ho dovute subire parecchie di queste critiche, soprattutto perchè, essendo di Roma, sono stata vista come colei che si sente in diritto e dovere di mettersi sul piedistallo, guardando il paese dall'alto in basso, giudicata quasi come un'usurpatrice...
Niente di più falso. Se io mi sono sentita di mettere sul piatto della discussione i problemi del paese, che non sono invisibili, è perchè in primo luogo ho investito dei soldi in una casa, pagandola fior di quattrini e che ora ha avuto un deprezzamento da paura, poi perchè avendo la residenza qua mi sento in dovere di essere considerata cittadina a 360° e non solo sulla carta per far numero. Per cui vedendo intorno a me solo menefreghismo e venendo da una esperienza di attivismo territoriale a Roma, ho pensato bene di mettere a disposizione idee e proposte, frutto appunto del mio operato di quartiere.
Ma evidentemente mi sono trovata di fronte ad un atteggiamento " di riccio" da parte di una fetta della popolazione, un senso di timore nel voler risolvere i disagi di cui si soffre. La paura di fare figuracce, di assere considerati ingrati verso il proprio paese, tutte situazioni che non hanno nulla di vero alla base, ma sono solo il mezzo per giustificare un modus operandi che non ci sta portando certamente al progresso.
Se tu denunci qualcosa è perchè quel qualcosa ti crea difficoltà nella vita quotidiana, ma come può creare problemi a te può crearli pure ad altri e la tua protesta aiuta pure i tuoi concittadini. Forse questo concetto non è chiaro per tutti.
Ovviamente la protesta deve essere costruttiva, non oggetto solo di bla bla e stop. Deve avere alla base la consapevolezza che lo scopo sia quello di cambiare il disagio in qualcosa di utile e sano per la popolazione. Ma per far questo spesso ti devi sentire litanie del tipo " Perchè non apri tu il negozio che manca?" Perchè non diventi tu un commerciante, ecc?" quasi a voler dire: a noi non importa di come vanno le cose, ci bastano gli eventi e qualche festicciola che ogni tanto ci distrae....se a te non sta bene, problemi tuoi datti da fare tu..
Complimenti davvero a chi ha questa mentalità che definire gretta è fare un omaggio!
Chi parla così è perchè sotto sotto ha paura di esporsi, perchè forse non si sente libero, si sente come schiacciato in un torchio che soffoca la sua libertà di pensiero.
Prova ne è che caso strano non ci sono proteste di piazza, anche se la nostra è piccolina, ma basterebbe per raccogliere le voci di dissenso. Manca in parole povere l'educazione alla libertà di pensiero, si accetta tutto pur di evitare di far uscire il fiato dalla bocca.
Però di nascosto come i ladri si attaccano i foglietti sui muri o sugli spazi di affissione, pezzi di carta tipo quelli che i romani al tempo del Papa Re attaccavano sulla statua di Pasquino a Piazza Navona. Tutto nel perfetto anonimato...insomma qui vige il proverbio togliere la castagna dal fuoco con la zampa del gatto..
E intanto i problemi restano, nulla muta.
Occorre uscire allo scoperto, essere uomini e non caporali, fare del nostro diritto alla libertà di pensiero un mezzo per dare finalmente un volto nuovo al paese, fatto di concretezza e non di favolette.
Educhiamoci alla libertà e le nostre azioni avranno un senso...scrivere foglietti non basta occorre mettere la faccia e noi stessi..

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