Il Convento di Sant'Andrea

sabato 23 agosto 2025

La guerra dei poeti: un inno alla pace attraverso la poesia

Mai come ora il desiderio di vedere un mondo senza più conflitti si fa sentire più vivo che mai.

Le notizie riportate dai quotidiani e dai media sulle attuali guerre ci offrono uno scenario sempre più terribile con immagini di vittime innocenti e di città distrutte. L'era moderna sembra non voler conoscere il significato profondo del dialogo tra Stati, ma per avidità e sete di potere le armi sono divenute le uniche parole possibili.

Dentro ciascuno di noi riposa un ricordo legato a momenti tragici legati alla guerra che i nostri familiari  o i nostri poeti hanno tramandato alle nuove generazioni, senza tralasciare quelli attuali in Europa e nel mondo.

Collevecchio non è rimasto insensibile a tutto ciò, dedicando una serata particolare alla guerra vista dagli occhi dei poeti, famosi e non ma che hanno creato un legame profondo di rispetto e di amore verso coloro che hanno vissuto le tragedie belliche.

Organizzata da Roberto Lolletti  che con Stefano Migliorati fa parte del complesso musicale " I buchi d'aria"  gruppo  molto attento ai temi della quotidianità,  con la partecipazione di Filippo Agostini come organizzatore che si è cimentato anche nel ruolo di presentatore, si è svolta presso il teatro del Combattente pieno di spettatori una serata evento che ha visto sfilare alcuni concittadini che si sono cimentati nella lettura di brani tratti da libri o semplicemente frutto di lavori letterari familiari.

La data del 22 agosto, scelta per l'evento,  coincide con l'invito alla preghiera da parte del Pontefice Leone XIV per l'Ucraina e per tutte quelle Nazioni che gridano disperatamente  pace.

Alcuni momenti musicali con strumenti suonati da Luce ed Ivan che hanno creato una atmosfera molto raccolta con musica antica   e canzoni legate ai ricordi quotidiani della guerra interpretati magnificamente da Riccardo Cocco hanno fatto da cornice  ai vari interventi. 

il prof. Pietro Abati ha preso spunto dalla invasione di Praga del 1968 leggendo alcune riflessioni con accanto un ragazzo slovacco figlio di amici, e cosi pian piano tutti hanno offerto un momento di riflessione molto toccante come Mario Pulimanti che ha letto poesie scritte dal proprio padre.

La guerra negli anni  e le sue ripercussioni nella vita quotidiana hanno lasciato un segno indelebile nelle famiglie a qualunque nazione  esse appartengano.

L'impegno di ciascuno di noi nel nostro piccolo può essere la chiave giusta per chiudere momenti di morte e aprire le porte alla vita.


 

 

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