Il Convento di Sant'Andrea

domenica 6 settembre 2026

La piscina chiude i battenti in festa dando appuntamento all'anno prossimo

Ci sono momenti nella vita che offrono spazi dove lo stare insieme diventa il centro della quotidianità. E su questo Collevecchio non si è mai smentito, anzi ha tenuto per tutta l'estate lo scettro della convivialità presentando eventi e feste all'insegna dell'entusiasmo e della familiarità, grazie all'impegno delle varie associazioni presenti come la Pro Loco, l'associazione italo rumena e via dicendo.

Tuttavia un posto di rilievo lo occupa anche Collevecchio Plage, la nostra impareggiabile piscina che, grazie alla gestione dell'Azienda Municipalizzata Sabina, ha dato per l'ennesima volta a chi l'ha frequentata uno spazio di relax in questa calda estate.

Un ruolo di primo piano l'hanno occupato le bravissime bagnine Chiara Ledderucci e Angelica Ranucci che hanno dimostrato professionalità e competenza senza mai perdere il sorriso.

Ma veniamo al punto cardine che ha unito allegria offrendo bibite, caffè e tutto ciò che un bar coi fiocchi è in grado di presentare, ovvero lo Sanzibar di Via San Valentino che in piscina ha favorito tra i suoi tavoli amicizie e buon gusto. Naturalmente il nostro grazie va ai gestori Margherita Vallesi ed Ettore Ferrando, con Stefano Vallesi, Fabrizio e Danilo Benedetti  coadiuvati da uno staff di giovani in gamba e disponibili come Lorenzo, Sharon, Kevin ecc. Ovviamente un grazie va pure alla bravissima esperta di cocktails Stefania Proietti che ha potuto dimostrare la sua esperienza e bravura durante le serate organizzate dallo Sanzibar dove la musica e il ballo hanno dato spunto per creare armonia grazie ai complessi musicali che hanno partecipato.

E questa sera per chiudere questa stagione ancora una volta il gruppo musicale 90 Legend staff è stato chiamato a dare il meglio di sé nella magica serata del 5 settembre . Le cantanti del gruppo Natascia, Melissa e Noemi coinvolgevano i presenti a cantare le varie canzoni grazie al supporto visivo di uno schermo tipico del karaoke con una particolarita: i loro costumi erano in stile hawaiano e le persone potevano a loro volta indossare bellissime collane floreali e coroncine luminose. Insomma una serata  oltre che  appetitosa, grazie alla maestria di Ettore e soci nel preparare bistecche e insalate, anche per la bravura di questo impareggiabile complesso musicale di Terni che, come ci dice il DJ Federico con la supervisione dell'assistente del gruppo, Alessio, da quattro anni gira per le feste del Lazio  offrendo il meglio di una musica sempre viva nel ricordo di tutti come quella degli anni 80 -90 attraverso le canzoni di Raffaella Carrà, Renato Zero, i Ricchi e Poveri e chi più ne ha più ne metta.

" Cosa rappresenta per voi la musica? chiediamo al Dj Federico  prima dello spettacolo. La risposta è scontata " E' il coinvolgimento emotivo dei sentimenti. Da sempre l'amore, l'amicizia, lo stare insieme hanno avuto la loro massima espressione nella musica. Gli anni 80 e 90 hanno rappresentato il culmine di tutto ciò, i migliori cantanti sono emersi proprio in questi anni".

Ovviamente il canto era coadiuvato dai balli di gruppo in una serata che voleva salutare dal punto di vista musicale e di intrattenimento una stagione segnata dal caldo torrido di una estate italiana per citare la canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini " Notti magiche".

Nell'allegro frastuono di musica e balli ogni tanto lo sguardo andava alla piscina, silenziosa e immobile nel suo fascino che sembrava voler dire " Io ci sono sempre, ancora per una settimana sarò con voi poi dovrete solo aspettare e ritornerò più spumeggiante che mai".

Che dire? Ciao piscina grazie di esistere...


 



domenica 16 agosto 2026

A Collevecchio a ferragosto si gioca a tombola con la musica dei Buchi d'aria

 Collevecchio non si smentisce. Grazie al fervido lavoro della Pro loco guidata dalla sua impareggiabile presidente Angela Ruggeri l'estate diventa il fulcro di attrazione per tutto il territorio con eventi che riescono a legare e unire cittadini e... forestieri. Ultimamente la Cena sotto le stelle che ha offerto una immagine di allegria nella vigilia di ferragosto, la serata del 15 a furor di popolo si è svolta una tombola che definire epocale è poco. Una tombola  i cui numeri delle cartelle in vendita erano scelti dalle persone ai tavoli della compilazione da parte dello staff della Pro loco, e il ricavato di tale vendita era destinato alla raccolta di beneficenza di cui la associazione si è sempre fatta portavoce.

" I nostri eventi" ha ribadito la presidente Ruggeri " mirano sempre alla creazione di una simbiosi tra le persone, cercando  di realizzare un clima di socialità che purtroppo oggi sta perdendo valore. Si creano nuovi legami, nuove amicizie e si ritrovano quelli che da tempo non vedevamo. Il tutto " condito" dall'evento in programma come la tombola di ferragosto una tradizione antica del nostro paese."

Piazza Vittorio Emanuele dove campeggiava il grande tabellone dei numeri ha visto veramente un mare impressionante di persone, sembrava di stare in una piazza romana tipo Campo de Fiori.

In questa cornice di festa non poteva non esserci una musica di eccezione, quella del  complesso dei Buchi d'Aria, composto da amici che nel tempo libero si dedicano con passione a realizzare concerti che ormai fanno parte della vita del territorio sabino da cinque anni. La loro esibizione ha avuto luogo in attesa e dopo la tombolata ma prima ci hanno concesso una bella intervista.

D" Qualcosa di voi e della vostra carriera"

Ci risponde Roberto come portavoce del gruppo: " Siamo un complesso che usufruisce del gratuito patrocinio comunale per quanto riguarda l'uso dei locali per la preparazione delle esibizioni e per ringraziare la cittadinanza questa sera offriamo gratuitamente il nostro concerto, La nostra formazione è solida,  dura da 5 anni, con cantanti che si alternano nelle varie occasioni. e ci lega oltre all'appartenenza a Collevecchio anche vincoli di grande amicizia. Ci spostiamo ovunque, montando e smontando i nostri strumenti e siamo sempre accolti con simpatia ed entusiasmo."

D." Quanti siete e come vi chiamate"

R."Oltre a me e a mia figlia Clara ,ci sono Stefano, Fernando. Paolo, il cantante Francesco e Mauro che questa sera non è presente" .

D." Il vostro genere musicale a cosa si ispira?" 

R." Al pop italiano e straniero, dato che il nostro cantante è un perfetto conoscitore delle canzoni e della lingua inglese."

Insomma quando la musica si basa oltre che sulle note anche sulla profonda amicizia tra i componenti il successo è assicurato.

La tombola quindi oltre ad essere un momento di allegria e di spensieratezza di cui in  questi tempi ce n'è bisogno, ha avuto un sottofondo musicale di tutto rispetto.

Signore e signori questo è Collevecchio.



 

 

martedì 11 agosto 2026

La Festa del Grano sfida il caldo alla grande. Musica, balli e la comicità scoppiettante della "Signora Gilda"

Collevecchio ancora una volta ci riserva l'ennesima prova che vivere giornate di festa legate alla tradizione non conosce ostacoli. Soprattutto meteorologici visto il grande caldo di quest'estate, nonostante il quale è stato possibile organizzare la nuova edizione della Festa del grano, un appuntamento che vede una profonda radice nella tradizione agricola unita alla voglia di passare serate con musica ballando nella scenografia senza tempo del nostro bellissimo Parco Matteotti, i famosi giardinetti.

Quest'anno la manifestazione è durata dal 7 al 10 agosto e ha visto la partecipazione di tantissima gente proveniente anche dai paesi vicini attratta oltre che dal menù a base di pizza, carne alla brace e contorni vari, anche da una musica tipica di questi eventi con orchestre di ballo note sul territorio.

Ma la giornata clou è stata l'ultima, quella del 10 agosto che ha chiuso trionfalmente la festa  grazie alla musica dell'impareggiabile complesso locale dei Buchi d'Aria conosciuto ed apprezzato dai veri intenditori delle sette note, ma udite udite anche dalla genuina e scoppiettante comicità della Signora Gilda, personaggio amato dai seguaci dei social che in esso ritrovano la figura della mamma di famiglia senza peli sulla lingua.

Abbiamo incontrato prima dello spettacolo, l'interprete della tanto amata Gilda, Diego Brunetti che assieme al suo assistente Daniele ci ha offerto una immagine familiare della mamma  legata alla giovinezza di tanti fans.

D." Come nasce il personaggio della signora Gilda? Perchè questo nome?"

Gli occhi di Diego si illuminano rivelando una personalità sensibile molto rara ai nostri giorni " Mio papà" ci racconta " è venuto a mancare nel 2020 a causa del Covid e lui e mia mamma hanno sempre vissuto in simbiosi per cui è stato un duro colpo per lei e la  vedevo che non reagiva più. Volevo tirarla su di morale e mi è venuta l'ispirazione di creare un personaggio che rispecchiasse in chiave spensierata la figura della  mamma " verace" quale lei è sempre stata tipica dei Castelli Romani, precisamente di Rocca di Papa da cui provengo e cosi nel 2021 nacque la Signora Gilda e il nome è quello della mamma di Daniele".

Chi segue le performance della Signora Gilda sui social nota una persona che vuole riportare il ruolo della mamma come punto cardine della famiglia, attraverso le vicende quotidiane , dal preparare il pranzo e la cena alle discussioni coi figli e il marito fino ai problemi della gestione della casa, non in ultimo le tipiche confidenze con le amiche del cuore legate soprattutto ai propri problemi coniugali visti in chiave comica.

D. " Quale è il messaggio che vuole dare attraverso il suo personaggio al di là delle battute comiche? Come vede oggi i rapporti tra genitori e figli?"

R." Rivalutare il ruolo della madre in tutte le sue sfaccettature perchè attorno ad essa ruota il futuro della famiglia. I figli oggi vedono i genitori solo come amici e questo priva il rapporto di quel rispetto basilare  che da sempre nutre questo importante vincolo."

Diego ricorda che ai suoi tempi, negli anni 80 bastava uno sguardo del papà e della mamma per far capire ai ragazzi come comportarsi " Beninteso" ci dice" i genitori devono in ogni caso sempre ascoltare i figli".

Con evidente soddisfazione Diego cita i commenti che girano sui social, Facebook, Instagram,ecc dove sono presenti i  siparietti della Signora Gilda. Commenti che richiamano con nostalgia la figura della mamma anni '80-'90 e tante persone ritrovano nella Signora Gilda le sfumature tipiche delle loro madri.

D." La donna di oggi secondo lei, si sente vicina ai sentimenti tipicamete materni?"

R." Poco purtroppo, Oggi le donne sono emancipate, lavorano, amano vivere nella spensieratezza, pensando a ritrovarsi con le amiche, al trucco ecc. e spesso trascurano i problemi dei figli . La mia è una semplice constatazione in base a ciò che si legge o si sente ma noto che molte di esse riscoprono il ruolo materno solo in occasione  di eventi dolorosi legati ai figli chiedendosi quale  fosse stato l'errore compiuto."

Gli spettacoli dal vivo della Signora Gilda si svolgono principalmemte nei paesi  e al proposito chiediamo se essi  sono ancora depositari di valori familiari che possono essere presi a modello.

" Senz'altro" è la risposta di Diego " ci accolgono con affetto mettendo a disposizione  le loro case per mangiare, cambiarci ecc. E in tutto questo vediamo tante mamme che si mettono a disposizione per creare attorno a noi un clima di famiglia. Noi per loro non facciamo solo spettacolo ma siamo parte della loro vita."

La Signora Gilda ha un modo tutto suo particolare di rivolgersi al pubblico e chi la conosce lo sa. Per lei chi la ascolta e applaude non sono spettatori ma persone che attraverso le sue battute, quasi sempre in dialetto romanesco con impronta dei Castelli Romani, riescono a focalizzare l'importanza della famiglia come centro della vita e che deve essere protetto, senza tralasciare la quotidianità che ciascuno di noi vive. 

A questo punto interviene Daniele che finora aveva ascoltato con evidente interesse la nostra conversazione." Desidero precisare " ci dice " che la famiglia oggi soffre per la mancanza della presenza viva e consistente della  madre, costretta a lavorare fuori casa per aiutare economicamente laddove lo stipendio del marito non sia sufficiente. Questo porta a creare situazioni di tensione perchè la guida di una mamma è basilare. Secondo me le istituzioni dovrebbero garantire una solida base economica alle famiglie, perchè il lavoro non deve essere una scelta di costrizione,"

La nostra intervista volge al termine,. Fra poco inizia lo spettacolo. I prossimi appuntamenti saranno il 12 a Scansano in Abruzzo, il 14 a Rocca di Papa ( " la mia terra natale " ci dice sorridendo Diego) il 15 a Gaviignano e per finire a Guarcino il 22.

Grazie Signora Gilda  per trasmetterci con semplicità il significato della figura della mamma, della donna di tutti i giorni. E non è poco.


domenica 26 luglio 2026

In allegria si vince.. Primo torneo di scopone a Collevecchio

 Quando una piazza diventa il luogo per creare armonia e voglia di stare insieme si crea un piccolo paradiso.

È quello che è successo oggi pomeriggio in una giornata che sembrava volgere al peggio per quanto riguarda il meteo e che si è trasformata in una bellissima occasione per mettere in rilievo l'importanza di vivere insieme come amici prima ancora che concittadini.

Il 1° torneo di scopone classico dal sapore collevecchiano dedicato alla memoria di un nostro illustre concittadino recentemente scomparso, Vanni Placidi ha rivestito la piazza di una atmosfera viva e familiare.  6 le coppie partecipanti divise in cinque turni hanno visto la partecipazione attiva di chiunque osservava lo svolgersi della competizione che ha mostrato il vero volto della comunità..Vivere insieme al di là di ogni situazione ci fa sentire tutti uniti in un clima familiare. Non è il gioco in sé ma ciò che rappresenta per una piazza che vuole sentirsi viva e unita. Prossimamente si pensa ad un torneo di ping pong da tenersi nella nostra stupenda piazza.

Insomma una domenica diversa dalle altre ma che per Collevecchio è l'inizio di una nuova concezione dello stare insieme. Nella semplicità e questo è ciò che conta. 



lunedì 6 luglio 2026

Italia e Romania.. Quando l'amicizia diventa festa

 Difficilmente possiamo trovare due paesi geograficamente lontani ma cosi vicini dal punto di vista culturale come l'Italia e la Romania. Entrambe sono unite da storie condivise dal punto di vista della lingua neolatina  ma soprattutto dalle vicende storiche che vedono Roma presente nella vita di questo popolo martoriato da guerre intestine ma sempre vincitore morale dallo sguardo altero.

Il nome stesso "Romania" deriva dal latino Romanus. Questa nazione è l'erede dell'antica Dacia, conquistata dall'Imperatore Traiano tra il 101 e il 106 d.C. I Romani vi portarono la loro lingua, la loro cultura e le loro infrastrutture (strade, fortezze e acquedotti), lasciando un'impronta indelebile nel territorio.

Nei secoli fino all'era moderna la Romania è stata al centro di dispute politiche sfociate poi nella dittatura di Nicole Ceausescu che governò fino al 1989 quando fu condannato a morte assieme alla moglie Elena.

In Italia la comunità romena è la più numerosa e a Collevecchio la sua presenza è stata sempre benvoluta creando uno scambio culturale che nel tempo si è consolidato creando una simbiosi veramente molto forte.

Per festeggiare questa amicizia nel nostro paese, il 4 e il 5 luglio presso i giardini comunali si sono svolti festeggiamenti, a cura dell'associazione italo rumena, all'insegna della tradizione tra le due nazioni, dalla gastronomia tipica di entrambi  alla musica e al folclore. Una vera festa che nella semplicità ha dato l'esempio di come sia possibile vivere senza pregiudizi e nella consapevolezza che ognuno può dare all'altro ricchezze e valori oltre il tempo. Bancarelle coi prodotti rumeni, monili, borse con i colori blu giallo e rosso spiccavano nella piazzola dei giardini mentre i canti italiani e rumeni portavano la gioia di sentirsi famiglia.

I giardinetti si sono riempiti e tra i tavoli sfrecciavano i camerieri, i nostri ragazzi per intenderci, pronti a servire e ad esaudire i desideri di tutti.

La musica e i ritmi  ballati dai ballerini in costume rumeno hanno coinvolto tutti coloro che volevano essere partecipi di questa bellissima condivisione familiare. Insomma Collevecchio è stato il palcoscenico di una significativa unione tra due popoli possiamo dire " cugini".

Abbiamo incontrato Ionela Tirla una degli organizzatori al settimo cielo per la riuscita della festa." Sono commossa" ci ha detto" per la vicinanza del popolo italiano verso le nostre tradizioni e soprattutto per la voglia di conoscerci che nasce da una integrazione sempre più profonda. Collevecchio è un paese meraviglioso e ci rende orgogliosi di essere una comunità molto presente".

Ciò che conta è essere uniti, ognuno col suo bagaglio di vita è il portatore di consigli, di valori imprescindibili verso l'altro..

Solo cosi si può parlare di civiltà e di crescita sociale. 

Alla prossima festa dragi prieteni ovvero cari amici.. 


 

giovedì 25 giugno 2026

Le sentenze e giudizi lasciamoli ai tribunali. Insieme si vince

 La natura umana è ricca di sfaccettature, angoli nascosti e no stanno sempre pronti a rivelare la loro natura, sia se si tratta di comprensione sia se si tratta alla peggiore delle ipotesi di giudizi spietati.

Collevecchio non è esente da tutto questo soprattutto negli ultimi tempi dove le vicende locali offrono il pretesto per sparare a zero specie sul nostro Comune. 

Beninteso i nostri amministratori sono come noi esseri umani, non alieni come ET ai quali è concessa solo la perfezione, anche loro possono cadere in errori ma  sparare sul pianista se sbaglia una nota non dà modo di capire la nota errata e così vedere chi ci governa nel nostro piccolo campidoglio come coloro che devono pagare per i propri errori non aiuta certo a cambiare le cose.

La critica deve essere accompagnata da suggerimenti che presuppongono una collaborazione fattiva non solo a parole perché la bravura di colui che punta il fucile e spara finisce lì, mentre il dialogo costruisce e migliora, evitando di ricadere negli stessi errori.

Il nostro paese vive di attimi, di momenti in cui ciò che vogliamo realizzare non deve restare in panchina e ne essere giocato negli ultimi 45 minuti della partita per restare in tema di Mondiali ma fin dall'inizio deve essere progettato insieme.

Criticare solo non aiuta ma serve solo a sfogare rabbie nascoste che con un po' di buon senso potrebbero essere evitate. 


sabato 20 giugno 2026

Musica allegria e panini super. In piscina si sfida il caldo

 Le temperature in questi giorni sfidano ogni previsione. Punte quasi di 40 gradi in tutta Italia ma nonostante questo l'estate non risparmia i momenti di spensieratezza. Come a Collevecchio e precisamente presso la piscina fiore all'occhiello della zona.

Il bar Sanzibar che gestisce anche un bellissimo locale in via San Valentino si occupa pure del punto ristoro in piscina. Grazie ad Ettore Ferrando, (nella foto) Margherita Vallesi e la sempre spumeggiante Stefania Proietti addetta ai cocktails la serata di sabato 20 giugno è stata un esempio di come lo stare insieme con il sottofondo della buona musica è possibile se alla base vi è la voglia di realizzare un sogno.

Chi scrive sta ascoltando ottima musica nel grande piazzale del bar dove tante persone godono di una serata all'insegna della semplicità e del  voler sentirsi protagonisti.

Ottimi panini con hot dogs, salsicce e hamburger e bibite preparate dalla bravissima Stefania mentre canzoni degli anni 80 - 90 e anche recenti accompagnano una serata stupenda.

Questa è la piscina e il caldo non può avere il sopravvento su chi decide per una sera di abbandonare le fatiche di una giornata per vivere nella serenità che merita. 


domenica 14 giugno 2026

Realizzare i sogni costa fatica

 Spesso pensiamo di poter cambiare le cose in modo semplice senza fatica ma non è così. Collevecchio sappiamo molto bene di quanta fatica necessita per adeguarsi ai canoni di un paese all'altezza delle aspettative, pur essendo un luogo apprezzato da tutti soprattutto dai turisti del nord Europa.

Tuttavia molto ci sta ancora da fare e le iniziative sono tante ma è duro concretizzarle. Si verifica quello che il filosofo Jaspers defini la malattia dell', ostrica, malattia che nasce dalla perla che tutti ammiriamo.

È possibile dare vita a progetti ma considerando la fatica che sta alla base di ogni idea, tanti pensano che sia fiato sprecato. 

Non è così. Ciò che amiamo genera automaticamente la consapevolezza che la protezione di cui ci facciamo carico non è una passeggiata. Ma mai demordere. 

Collevecchio è la nostra perla che dobbiamo custodire valorizzare insieme collaborando alla sua crescita. Anche se siamo l'ostrica che la racchiude subendo disagi e fallimenti tuttavia lo sforzo ci darà ottimi risultati.

Volere è potere. 


domenica 7 giugno 2026

Ai nastri di partenza riapre la piscina

 E passato un anno in attesa che la nostra piscina riaprisse i battenti. Il tempo non è stato mai clemente durante l'inverno con strascichi fino a pochi giorni fa e tutto questo non ha fatto altro che alimentare il desiderio di allegria, di tuffi e di tanto sole.

Ebbene il sogno è diventato realtà. Ieri sera alla presenza del nostro sindaco dott. Federico Vittori, che ha ribadito l'importanza per Collevecchio di questa struttura che riesce a creare armonia e voglia di stare insieme, e di tantissimi cittadini Collevecchio Plage, questo è il nome della piscina, ha aperto di nuovo i cancelli. La gestione del bar anche quest'anno vede le capacità impeccabili di Ettore Ferrando e Margherita Vallesi coadiuvati da uno staff eccellente tra cui spicca Stefania Proietti esperta di cocktail di alto livello e per quanto riguarda la piscina ecco di nuovo Chiara e Angelica le bravissime bagnine  che con la loro bravura ed esperienza mista a simpatia mettono a loro agio i  frequentatori.

La festa di inaugurazione ha visto l'esibizione di un complesso locale Discover  che ha allietato la serata con canzoni degli anni 70 e 80.

Tavolini composti da persone veramente a loro agio con piatti di carne cucinati nel retro del bar insomma tutto all'insegna dello stare in allegria e di questi tempi ce ne bisogno.

Che la stagione abbia inizio.. Pronti? Via! 


venerdì 29 maggio 2026

Guardare noi stessi in relazione agli altri.

 La natura umana proprio perché tale è incline da che mondo è mondo a ergersi a giudice dei comportamenti, delle idee e della vita altrui senza portare eventuali suggerimenti per  un confronto ma solo condanne.

Lo vediamo quotidianamente nella nostra società quanto si sia portati a creare tribunali anziché ascoltare chi ci sta a fianco. 

Dal condominio cittadino al vicolo di paese tutto è stimolo per giudicare, giudicare, giudicare. E basta!

Studi psicologici hanno concentrato il fenomeno sulla mancanza di connessione tra le persone e uno studioso americano Edward Thorndike ha eleborato appunto la teoria del connessionismo ossia il rapporto tra caratteri che trovano appunto connessione nella mancanza di negatività tra di essi. 

Ovviamente nella religione cristiana le parole del Vangelo sono molto chiare: " Chi è senza peccato scagli la prima pietra" disse Gesù a chi voleva lapidare la donna accusata di adulterio tuttavia qualcuno potrebbe obiettare portando avanti la tesi che non si può assolvere chiunque. Vero ma le parole evangeliche vogliono sottolineare che spesso per un tornaconto personale si sia portati a gettare fango su chi non è in linea col nostro pensiero creando scompiglio e disordine nella collettività.

A livello politico sappiamo tutti come funziona : gli schieramenti parlamentari sono un continuo bersaglio reciproco di accuse e attacchi su ogni fronte e questo capita pure nelle amministrazioni comunali sia cittadine che di paesi.

Nessuno guarda se stesso ed è questo il primo scalino da salire per giungere in cima al monte della comprensione. Perché chi giudica è a sua volta giudicato e senza possibilità di assoluzione.

Ciò che conta dunque per migliorare la società in cui viviamo è capire prima di tutto noi stessi e il nostro atteggiamento verso gli altri. 

Solo così il mondo potrebbe iniziare piano piano a migliorare partendo dal nostro quotidiano e arrivando chissà a cambiare i destini di tutti. 


martedì 26 maggio 2026

I nostri giovani il nostro futuro

 Affrontare il tema dei giovani e i loro rapporti con la società non è facile rispetto al passato. Si creano muri invalicabili tra loro e il mondo degli adulti è spesso resta arduo ricucire i caratteri.

Stamattina in piazza ne stavo parlando con una signora e il marito che vengono spesso a Collevecchio" perché innamorati della tranquillità ". Il discorso ha avuto origine dai recenti fatti di cronaca che hanno visto protagonisti azioni non proprio edificanti come quella che ha visto l'uccisione senza motivo di un padre di famiglia che era intervenuto per sedare una lite.

Indubbiamente ci hanno detto i signori i giovani non hanno rispetto per nessuno soprattutto quelli che seguono i principi dei maranza, non hanno ritegno per le persone e per gli animali. 

"Ovviamente" ribadisce il marito " non si può fare di un" erba un fascio ma è anche vero che nelle grandi città l" aria è diventata irrespirabile. " " Furti scippi" aggiunge la signora " e mentre cammini per i fatti tuoi ti trovi ad essere colpito alle spalle e riempito di botte."

Per fortuna da noi tutto questo non succede, i ragazzi sono allegri anche un po' buontemponi ma niente violenze o atti di ribellione sociale.

"Siete fortunati" mi dicono i signori" evidentemente oltre all'aria buona avete sani principi "

Ci salutiamo dopo il caffè mentre loro salgono sulle bici ed io resto a pensare alle diversità di situazioni che esistono nelle città e nei piccoli paesi. Certo la famiglia è importante ma pure le persone preposte alla guida e alla formazione giovanile hanno il loro peso 

Collevecchio ha un punteggio in più quello di essere un luogo dove la semplicità contagia tutti e per quanto riguarda i giovani ci si aspetta che il loro futuro sia protetto e aiutato. Loro infatti guardano lontano e noi con essi. 


lunedì 18 maggio 2026

Le idee appartengono a tutti.

 Il filosofo Platone aveva una sua teoria secondo la quale ognuno di noi può elaborare i pensieri cercandoli nell'universo e questa teoria si chiamava "Mondo iperuranio" o delle idee che vivono nello spazio e nel tempo aspettando di essere catturate.

Un modo originale per dire: non siamo a corto di idee semplicemente non le cerchiamo e non le facciamo nostre.

Nella nostra vita quotidiana vediamo atteggiamenti statici che non chiedono altro che mantenere le cose così come stanno perché non ci si sente pronti ad essere protagonisti ma solo spettatori in un teatro sempre più silenzioso. 

Collevecchio è il nostro palcoscenico del quale dobbiamo allestire la scenografia per la cui realizzazione servono appunto le idee. 

E le idee non nascono da sole, ma attraverso l'impegno di tutti si sviluppano in progetti concreti però per far questo è importante scrollare dalla mente ogni sentimento di ostilità reciproca partendo dal presupposto che nessuno di noi è migliore o peggiore dell'altro perché non siamo fotocopie ma persone distinte e valide nelle loro differenze di pensiero.

La ricerca di una evoluzione nasce e vive solo se ci si rende conto che l'unione fa la forza allontanando i conflitti personali ma cercando ognuno di aiutare l'altro a capire e a migliorare.

In fondo Platone non è poi andato lontano comprendendo che avere una idea da condividere significa amare il mondo in cui si vive.

Collevecchio vuole aprire il sipario presentando uno spettacolo unico del quale solo noi siamo i registi. 


sabato 16 maggio 2026

Collevecchio terra di confine tra passato presente e uno sguardo al futuro

Indubbiamente l'Italia ha un patrimonio archeologico e storico non indifferente, soprattutto in quei luoghi di cui poco si parla ma che hanno una potenzialità conoscitiva che non è seconda a nessuno.
Collevecchio terra di confine.: una mostra fotografica presso la Sala delle culture che riproduce antiche cartografie dalle origini fino ai nostri giorni passando per le fasi storiche che vedono il paese sede del governatorato Pontificio fino ai momenti più salienti della sua ristrutturazione grazie anche al progetto del PNRR che nel 2019 ha inserito il paese nella lista dei luoghi da ricostruire post terremoto.
Perché terra di confine? Grazie alla sua posizione strategica si collegava agli altri territori divenendone il fulcro e il punto di riferimento.
È quanto hanno spiegato gli ideatori della mostra gli architetti Gianluca Di Mario e Alessio De Santis giovani promesse della ricerca storico architettonica i quali con il patrocinio della università Roma tre e con il supporto organizzativo della nostra impareggiabile Pro loco presieduta da Angela Ruggeri hanno offerto un suggestivo panorama della storia del paese.
"Come è nata questa idea di allestire la mostra? chiediamo 
Risposta chiara da parte di entrambi come ribadisce il Dott Di Mario :" Parlando con i professori abbiamo maturato l'idea di rivalutare il paese e la Sabina presentando aspetti interessanti e soprattutto poco noti. 
" La storia" prosegue il  Dott De Santis" è fatta di flash che devono restare scolpiti nella memoria e lo scopo della mostra è proprio quello di tuffare il visitatore in un mondo che non sempre è rappresentato nei libri. "
" Dove vi siete documentati? "
" L'archivio storico " afferma il Dott. Di Mario" è stato una fonte inesauribile di scoperte che non potevano restare nel silenzio del tempo e con pazienza ed entusiasmo abbiamo cercato di tirare fuori il meglio della ricerca ". 
" Sareste interessati a coinvolgere le scolaresche in questo viaggio nel tempo attraverso le immagini? "
Gli occhi dei due giovani architetti brillano:", Magari " ci rispondono all'unisono. E in questa semplice risposta ci sta una voglia immensa di creare qualcosa che proietti il paese in un  futuro dove la storia non ha confini. 



venerdì 15 maggio 2026

Collevecchio e la trappola di Tucidide

 Si sente molto parlare in questi giorni della "trappola di Tucidide" una teoria bellica elaborata dallo storico greco in occasione della guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta dove quest 'ultima temeva la potenza emergente della rivale e diede origine al conflitto.

Qualcuno si chiederà cosa c' entri il nostro paese con questa espressione suggestiva eppure se guardiamo il nostro quotidiano possiamo rilevare questo principio. Premetto che fare politica in un paese come il nostro è un po' come scavare in una roccia di granito molto dura, che non cede perché esiste sempre il sospetto che si voglia scavalcare portando avanti critiche e giudizi.

I problemi ci sono non possiamo mettere la testa sotto la sabbia anche perché non abbiamo il mare ma solo il Tevere, ma il modo come si affrontano danno il senso della fatica, dove si annaspa tra mille congetture scaricando colpe e inefficienze come se ci si sentisse eredi di Mastro Titta pronti ad abbattere la scure.

I grattacapi non sono semplici da risolvere, tutti abbiamo diritto di esprimere il proprio pensiero, opposizione e maggioranza hanno il compito di portare avanti idee e suggerimenti in quanto rappresentanti della popolazione che li ha eletti e ad essa devono rispondere cercando di evitare il conflitto ma, come sta chiedendo del resto in questi giorni il governo italiano all'opposizione, trovando una via per unire le forze. Solo così qualcosa si potrebbe ottenere.

Cadere nella trappola di Tucidide è un attimo : se vogliamo che Collevecchio esca fuori dal coma in cui purtroppo si trova non bisogna che i due schieramenti sguaino le spade al contrario trovare un confronto perché le idee tutti possiamo averle e tutti hanno il diritto di esporle. I cittadini non vogliono altro. 


martedì 12 maggio 2026

Un addio, un rimpianto per un protagonista del nostro paese. Ciao Vanni

Oggi la nostra comunità ha salutato un suo cittadino la cui semplicità lo ha reso speciale e amato da tutti. Vanni Placidi.

Chi scrive ha un ricordo bellissimo di questa persona, la cui finezza ed educazione hanno lasciato il segno. Prima della malattia arrivava in piazza con la sua Ape verde che trasportava la sua inseparabile cagnolina Stella. Arrivavano portando una vampata di festa e di cordialità in una piazza spesso silenziosa, e Vanni si intratteneva coi presenti parlando dei più svariati argomenti.

Con lui si parlava di tutto davanti ad un cappuccino o un caffè e l'atmosfera diventava simile a quella che si respira in tanti bar dove l'argomento del giorno era condiviso da tutti con i più svariati pensieri e tante opinioni.

Vanni era attento, e osservando il suo sguardo pareva che volesse capire i nostri pensieri più nascosti. Di me aveva grande simpatia e quando lo vedevo lo accoglievo con un bel " Buongiorno sig. Vanni che mi racconta?" . Si parlava di tutto passando dalle vicende nazionali a quelle più vicine a noi che riguardavano il nostro paese. E la cagnetta Stella sull'Ape aspettava le carezze e le coccole.

Ma la vita purtroppo nasconde insidie e trappole. Vanni si è ammalato seriamente, e non veniva più con l'Ape e con Stella ma prima in macchina guidata da lui poi col tempo accompagnato dalla consorte Luigia, una signora dolcissima e molto attenta nei suoi confronti.

Ci siamo visti una ventina di giorni fa in piazza seduti al tavolino del bar ma non era più il Vanni di sempre, qualcosa ormai stava cambiando e oggi l'epilogo che non avrebbe dovuto esserci.

Le esequie sono state un tributo di affetto. La piccola chiesa della Madonna del Rifugio era stracolma e pure fuori era un oceano di persone.

Si percepiva il dolore, lo sconforto di tutti noi abituati a vederlo in piazza,  ci rendevamo conto del vuoto e in tanti volti, compreso quello di chi scrive, le lacrime scendevano silenziose ma che gridavano: " Vanni sei qui, il paese ti abbraccia".

Ho pensato alla sua cagnolina, alla dolce Stella che era il suo vanto e di cui andava orgoglioso. Come tutti gli animali essa ha una sensibilità particolare e nel suo cuore ci sarà posto per il suo " papà" umano.

Ciao Vanni hai dato tanto senza accorgetene, ti sentivi una persona come tante, ma eri una parte migliore della piazza che ora sarà ancora più vuota.


 

  

domenica 26 aprile 2026

La primavera a Collevecchio ha il sapore dell'allegria

 La bella stagione ormai è arrivata e a Collevecchio sì respira la voglia di stare insieme per passare una giornata diversa e assistere a tutto ciò che può far vita a momenti unici.

Tutto questo è reso possibile grazie alla nostra instancabile Pro loco e alla sua presidente Angela Ruggeri che ancora una volta ha saputo regalare una giornata indimenticabile.

"Sono sempre più convinta" ci ha ribadito la presidente Ruggeri "che il nostro territorio debba sempre essere all'altezza di ogni aspettativa e noi come Pro loco non ci stancheremo mai di valorizzarlo".

Ma il programma su cosa verteva?

Innanzitutto presso la sala Rademarker è stata allestita una mostra storico fotografica a cura dell'architetto Gianluca Di Mario che ha ripercorso le varie tappe storiche della vita di Collevecchio attraverso curiosità e aspetti inediti del territorio oltre ad un corredo imponente di foto.

Proseguendo un tipico esempio di tradizione contadina delle nostre zone è quello dello spaventapasseri e lungo via Roma hanno sfilato assieme alle bimbe in costume primaverile gli spaventapasseri creati da gruppi  di persone creative per il concorso che avrebbe visto come vincitore quello creato dal gruppo di Casa Cantoniera lo spaventapasseri dal nome Marco Pancio.

Abbiamo parlato con il presidente del gruppo vincitore che tra le altre cose si occupa di portare avanti la musica tradizionale dei nostri territori, il Sig. Michele Ruzzi che ha sottolineato l'importanza di continuare una cultura dal sapore popolare che riscopra i ricordi del passato proiettandoli nel presente.

Gli sbandieratori di Calvi dell'Umbria hanno inscenato coreografie da sogno nei giardinetti comunali rubando l'attenzione dei presenti..

Menu tipico della stagione tra cui una stupenda pasta con carciofi e asparagi e nel pomeriggio l'immancabile pizza fritta. 

Lo staff della Pro loco instancabile per offrire a tutti il meglio della giornata e il mercatino immancabile hanno coronato di festa una bellissima giornata di sole. 

Questa è la nostra terra, il nostro orgoglio che non può trovare altro che simpatia e sorrisi da chi ha fatto della semplicità la propria ragione di vita. 



lunedì 20 aprile 2026

Ciak a Collevecchio tra frati in incognito e misteri.

 Inutile dire che  Collevecchio si presta alla grande come  palcoscenico per trame senza tempo dove protagonisti sono i cittadini nelle vesti singolari di  investigatori del passato e di frati in incognito. Ieri  a teatro è stato presentato un bellissimo film Rebus a Collevecchio e che ha tenuto incollati allo schermo tutti i presenti in sala. Molti cittadini non sono potuti entrare, il teatro era pieno... Collevecchio e anche questo!! 

Il regista Alberto Agostini non si è risparmiato nello descrivere le scene più mozzafiato che spaziavano dalla ricerca di un malloppo dimenticato nel tempo ma che due ragazzi avevano deciso di ritrovare avendolo da bambini trovato dietro un campo di calcio fino al mistero di un frate singolare.

Ovviamente la trama non sarà svelata perché non tutti hanno avuto il piacere di poter ammirare il lavoro che sarà ripresentato non appena possibile.

Un fatto è certo : il nostro paese si presta come sfondo alle trame che si ricollegano agli angoli più significativi  di Collevecchio ed è giusto approfittare del mezzo cinematografico per dare voce alle storie più suggestive che lo descrivono in modo speciale.

Vale la pena vederlo! 


lunedì 13 aprile 2026

Social e violenza. Un male dei nostri tempi

 Ormai la cronaca ogni giorno presenta un quadro a dir poco allucinante sulla violenza ai danni di animali (il caso della micia romana Rosy seguita persino dalla politica è un esempio), anziani, donne, disabili e persino bambini. Non si contano più alcuni casi presentano contorni macabri e impensabili per la ferocia con la quale sono eseguiti, e i programmi di approfondimento trattano questi temi ogni giorno.

Ebbene molti di questi atti sono compiuti da minori con aggressioni paurose anche verso chi vorrebbe avviare un dialogo o ricordare le regole della buona convivenza. Un padre è stato ucciso da ragazzi davanti al figlio di 11 anni solo per un diverbio su comportamenti adottati. Un autista di ambulanze è sotto inchiesta per presunti omicidi nei confronti di anziani malati. Insomma ormai si è perso il conto ma un dato è certo : nella maggioranza dei casi gli atti di violenza che riguardano soprattutto ragazze come vittime vengono immortalati dai cellulari per ottenere likes nei gruppi social di giovani senza vergogna.

Perché il gruppo social dedicato a questo genere di argomenti sta diventando l'unico punto di riferimento per una generazione che non trova nella famiglia lo spunto necessario per crescere e creare un mondo a misura di civiltà.

I giovani trovano nel bullismo la realizzazione della propria personalità e sfogano la loro ribellione sociale anche verso coetanei che hanno scelto altre strade per realizzarsi. La famiglia ha perso i punti che aveva un tempo diventando un mondo estraneo e mal sopportato dai ragazzi anche minorenni, viceversa i social sono diventati parenti acquisiti nella vita giovanile. Nulla si fa senza prendere a riferimento quel gruppo o chat che invita ad essere protagonisti di una vita che non è vita ma un gioco al massacro. 

Dobbiamo renderci conto che la società dominata ormai dell'intelligenza artificiale non ammette deroghe agli stereotipi quasi  sempre negativi favorendo uno sbandamento mentale che non può essere sottovalutato.

Bisogna dare spazio non all'amore per la forza ma alla forza dell'amore e questo spetta a tutti noi. Solo così non sarà distrutto quel poco di buon senso che vale la pena di essere salvato 


martedì 3 marzo 2026

Collevecchio e Università Roma tre :parte la sfida per rilanciare il territorio

 Quando il territorio diventa la rampa di lancio per creare una collaborazione fattiva tra le persone ecco che all'orizzonte nasce una nuova prospettiva di sviluppo.

È quanto in sintesi è emerso dall'incontro tenutosi presso il Teatro di Collevecchio avente ad oggetto i risultati ottenuti dallo studio effettuato dal Dipartimento di Studi umanistici dell'Università Roma tre diretto a valorizzare il sito di Grappignano ossia un castello medievale di rilevante importanza purtroppo caduto nel silenzio e di conseguenza attirare l'attenzione su tutto ciò che porterebbe a dare nuova vita all'intera zona.

Il nostro Comune nelle persone del Sindaco Dott. Federico Vittori e del Consigliere dott. Massimo Iacobini ha dato il proprio appoggio incondizionato. 

Il progetto CAPP ( Collevecchio Archaeological Participatory Project) ha dunque l'obiettivo di riscoprire ogni angolo nascosto del territorio e di offrire un volto nuovo alla storia sepolta dal tempo. 

Ovviamente, come è stato ribadito durante l'incontro, è importante il ruolo della cittadinanza chiamata a mettersi in gioco per collaborare a tutte le iniziative che saranno messe in campo con laboratori e attività partecipate. Il 30 novembre 2024 in piazza Vittorio Emanuele II i cittadini attraverso i loro ricordi e  racconti hanno offerto l'immagine di un paese che trabocca di storia millenaria e in seguito il materiale raccolto dall'università Roma tre è stato presentato presso la sala Rademarker mettendo in risalto così una ampia panoramica a 360° di ogni particolare riguardante il territorio. 

Ciò che conta alla base di questa interessante ricerca è la presenza delle persone perché solo attraverso lo scambio di idee e di suggerimenti è possibile creare un futuro sicuro sotto ogni punto di vista. 

Parte la sfida. Collevecchio ai nastri di partenza inizia l'avventura verso un nuovo domani 



mercoledì 11 febbraio 2026

Magna Istria. Il ricordo, le sensazioni e la voglia di andare avanti

 Il 10 febbraio è una data che ci riporta in un passato che si vorrebbe dimenticare tuttavia è essenziale ricordarlo per plasmare un futuro senza timori.

Le foibe Istriane ancora oggi dal 2004, quando fu deciso che andavano ricordate affinché le nuove generazioni conoscessero gli orrori di un olocausto italiano, segnano il confine tra riscatto e oppressione causata dalla ferocia delle truppe del Maresciallo Tito contro coloro che non erano fuggiti dalla penisola istriana. Dopo l'ultimo conflitto mondiale, l'Italia cedette l'istria alla Jugoslavia, portando circa 400 mila persone a dire addio alla propria casa e ai propri ricordi. La voglia tuttavia di mantenere intatta la propria identità storica e personale è rimasta in coloro che sono sopravvissuti  e nel film documentario diretto da Cristina Mantis "Magna Istria" è identificato in una ragazza dei nostri giorni nipote di esuli alla ricerca di una antica ricetta di cucina della nonna.

Presso il locale messo a disposizione dal bar Sanzibar in via San Valentino, presente la regista, è stato proiettato il film che mostra paesaggi di campagna istriana e cucine di famiglie dove i piatti della tradizione locale si alternano ai ricordi mai sopiti. 

Il racconto di base è quello di far conoscere alla ragazza che rappresenta i giovani dei nostri tempi storie di sofferenza mai dimenticate e nel contempo presentare una immagine di serenità interiore tipica di chi vuole superare il dolore senza cancellarlo. I piatti tradizionali sono dunque il ponte tra il passato e il presente che conduce ad un nuovo futuro. 

Dimenticare le foibe vuol dire non rispettare l'identità di chi ha vissuto ogni tipo di violenza: donne anche giovanissime stuprate e uccise in modo barbaro, uomini massacrati e gettati in fosse, tutto perché erano italiani. Nostri connazionali che meritano un ricordo, una riflessione per una umanità nuova senza confini. 


La piscina chiude i battenti in festa dando appuntamento all'anno prossimo

Ci sono momenti nella vita che offrono spazi dove lo stare insieme diventa il centro della quotidianità. E su questo Collevecchio non si è m...