Quando parliamo di stress, disagi psicologici non facciamo altro che disegnare il quadro della società moderna, un quadro che a livello sanitario vede un impegno costante da parte degli specialisti del settore.
Tuttavia gli studi su questo tema che riguarda giovani, anziani, disabili non si fermano. E ci si è accorti che un metodo efficace per affrontare questi problemi lo possiamo toccare con mano e ci viene dalla natura, più precisamente dagli uliveti.
Eh si perchè da sempre la natura non ha abbandonato l'uomo, nonostante sia da questi bistrattata e non degnata di cure e attenzioni, Proprio pensando ai benefici che la salute può trarre dal mondo naturale che è sorto nell'area dei Castelli Romani un progetto sperimentale chiamato " Uliveti di cura", nato dalla intuizione e studio della dottoressa Silvia Sfrecola Romani ( nella foto con il consigliere comunale di Collevecchio prof. Vanni Resta), storica dell'arte e specializzata in processi didattici e territoriali. La scelta di Collevecchio non è soltanto una cornice per l’iniziativa, ma parte integrante del suo significato. Il progetto intende valorizzare un territorio che ha saputo conservare il proprio patrimonio paesaggistico e le proprie tradizioni, promuovendo un modello di turismo culturale e sostenibile capace di generare benefici anche per chi lo abita.
L'obiettivo è molto semplice, ossia misurare l'impatto emotivo con la conseguente riduzione dello stress attraverso passeggiate immersive tra gli uliveti, ovvero camminate guidate al fine di coinvolgere i sensi al contatto con l'ambiente dove ci si trova. Non sono semplici passeggiate ma coinvolgimento dei sensi a 360 gradi .
Di tutto questo e di molto altro si è parlato in un incontro, nell'ambito della 16° edizione del Cerealia Festival, tenutosi a Collevecchio il 23 ottobre presso la Sala Rademarker alla presenza, oltre che del sindaco Federico Vittori, dell'assessore Massimo Iacobini, della dottoressa Sfrecola Romani e di altri specialisti tra cui la biologa Cristina Civitani biologa responsabile scientifica degli Uliveti di cura, Alessandro Comandini medico oncologo esperto di medicina integrata e neuroestetica e per finire l'intervento di Renato Bernardi chef ambasciatore della Dieta Mediterranea nel mondo oltre che presenza nel programma di Rai uno La Volta Buona condotto da Caterina Balivo alle 14 nell'angolo dedicato alle ricette green con Luca Sardella. Infine le conclusioni della dott.ssa Paola Sarcina direttrice del Cerealia Festival.
Tante opinioni suggestive che hanno focalizzato l'importanza di queste passeggiate rientranti pure nel legame con l'arte nei secoli .
La dottoressa Sfrecola ha illustrato gli inizi del progetto partendo dalla similitudine tra le piante in un vaso e l'uomo in merito alla impossibilità di spostarsi . Chi è malato e vive in ospedale, chi non può muoversi per motivi economici insomma una serie di situazioni che sono state studiate per decenni e che hanno portato alla necessità di creare un ponte tra la natura e l'uomo. Ovviamente tutto ciò ha necessitato dell'impegno costante e attento di chi ha portato avanti questi studi e si è arrivati a realizzare questo progetto multifunzionale che vede anche un profondo legame con l'arte e il territorio.
Il prof. Comandini oncologo ed esperto di neuroestetica ha evidenziato l'importanza dell'arte nella storia dell'uomo dal punto di vista sanitario, in particolare a livello cerebrale, un connubio che porta a realizzare quella pace interiore importante per un perfetto equilibrio psicofisico. Per quanto riguarda il rapporto con la natura è stato sottolineato come molti ospedali nell'antica Grecia erano immersi nel verde e i pazienti potevano ritrovare una rinascita significativa.
Un incontro dunque che vede nel paesaggio rurale soprattutto in Sabina un approdo per ricreare nella mente umana quello status di perfezione naturale che realizza pienamente lo sviluppo personale capace di superare gli ostacoli quotidiani che generano ansia e stress.
Gli uliveti generano pace, anche il toccare semplicemente un ramo crea un legame molto forte con lo spirito e il loro essere immersi in territori dove vi sono monumenti antichi fa emergere il ruolo dell'arte come collaboratrice essenziale.
Insomma un progetto che ha visto anche l'interessamento di due ministeri importanti, quello della Cultura e quello della Salute e questo fa capire come sia necessario sempre più orientare il telescopio della salute verso mete che fin dall'antichità ( vedi Grecia) sono sempre state l'obiettivo cardine.
La Dott.ssa Silvia Sfrecola Romani ci ha concesso una intervista dove traspare l'entusiasmo della ricercatrice e della studiosa unito ad una forte sensibilità.
D." Come è nata questa idea di associare le passeggiate alla tranquillità interiore?"
R."Ho potuto osservare come storica dell'arte quanto importanti fossero le visite guidate nei musei a livello psicologico e abbiamo trasferito questa metodologia agli uliveti che consideriamo dei veri musei a cielo aperto"
D. " Perchè proprio l'ulivo'"
R." Gli uliveti sono ancora da scoprire sono un mondo che ha secoli di storia alle spalle, hanno anche trecento anni di vita, e si presentano come maestri di vita rispetto ad altri alberi. "
D." Lei ha parlato della differenza tra bosco e paesaggio rurale. Qual'è la differenza ai fini della terapia?"
R." Il paesaggio rurale a differenza del bosco è controllato dall'uomo. E' una sua " creatura" e quindi le emozioni sono più gestibili, mentre nel bosco ci si disperde non essendoci un punto di riferimento."
D" A livello governativo, istituzionale, come è visto questo progetto?"
R." Grazie ad un protocollo di intesa firmato con il Ministero della Salute nel 2026 è stata riconosciuta l'importanza delle esperienze culturali e del patrimonio storico-paesaggistico come veri e propri "dispositivi attivi di cura" che i medici di base possono integrare o suggerire a supporto del benessere psicofisico".
Un primo passo dunque verso la creazione di un nuovo modello di cure psicofisiche che offrono uno sguardo verso la formazione di un benessere veramente naturale.
Del resto nel becco della colomba della pace troviamo un rametto di ulivo e questo dimostra come la pace nel cuore nasce dalla semplicità.

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